Successione Parmelin

Consiglio federale, anche Pierre Alain Schnegg scende in campo

Il presidente del Governo bernese si candida a succedere a Guy Parmelin – In corsa anche Céline Amaudruz e Rémy Wyssmann, mentre altri esponenti UDC potrebbero annunciare la propria candidatura entro venerdì
Red. Online
22.10.2026 17:36

C'è un altro candidato in lizza per il Consiglio federale. Il presidente del Governo del Canton Berna, Pierre Alain Schnegg, ha comunicato al suo partito la propria disponibilità a succedere a Guy Parmelin. «Si tratta di un politico romando di grande esperienza, che si è costruito una reputazione di uomo d'azione molto organizzato, dotato di notevoli capacità direttive e di una forte capacità di far valere le proprie posizioni», ha dichiarato l'UDC cantonale bernese, accogliendo con favore la sua candidatura.

L'UDC bernese si dice convinta che la candidatura di Schnegg completi in modo ideale il gruppo di aspiranti al seggio lasciato vacante dal vodese Parmelin, accrescendo la possibilità che il 9 dicembre venga eletto un membro francofono del Consiglio federale. «Pierre Alain Schnegg possiede tutte le qualifiche necessarie per ricoprire questa carica. L'ex imprenditore lo ha dimostrato in modo particolarmente convincente nel corso dei suoi dieci anni di attività come consigliere di Stato, anche nei momenti difficili», sottolinea il partito. 

Il profilo di Pierre Alain Schnegg

Schnegg siede nel Governo cantonale bernese dal luglio 2016, dove occupa il seggio riservato al Giura bernese. Attualmente ricopre la carica di presidente del Governo ed è a capo della Direzione della sanità, degli affari sociali e dell'integrazione. A livello nazionale è diventato particolarmente noto durante la pandemia di coronavirus, quando si è distinto per il sostegno a un approccio pragmatico nella gestione dell'emergenza. Ha inoltre svolto un ruolo importante nella ricerca di una soluzione per la nuova tariffa medica ambulatoriale TARDOC, entrata in vigore all'inizio dell'anno.

Schnegg è entrato nell'UDC soltanto nel 2013. Nel 2014 è stato eletto in Gran Consiglio e, due anni più tardi, nel Governo cantonale. Dal 2009 al 2016 è stato presidente del Consiglio di amministrazione dell'Hôpital du Jura Bernois SA. Sposato e padre di quattro figli, vive a Champoz, nel Giura bernese. Compirà 64 anni nel mese di dicembre, pochi giorni dopo l'elezione del Consiglio federale.

Chi sono gli altri candidati?

Oltre a Schnegg, hanno finora annunciato la propria candidatura due consiglieri nazionali dell'UDC: Céline Amaudruz (Ginevra) e Rémy Wyssmann (Soletta).

Altre candidature potrebbero essere annunciate entro venerdì, termine fissato per la presentazione delle candidature. Tra i nomi che circolano figurano quelli del consigliere nazionale Michael Graber (Vallese), del consigliere di Stato Jean-Pierre Gallati (Argovia) e del capogruppo UDC alle Camere federali, Thomas Aeschi (Zugo).

Anche il consigliere agli Stati ticinese Marco Chiesa potrebbe sciogliere le riserve. Il giorno dell'annuncio delle dimissioni di Parmelin aveva dichiarato a Ticinonews di non aver ancora preso in considerazione una propria candidatura. Aveva tuttavia sottolineato l'importanza della rappresentanza latina in Consiglio federale, osservando che la presenza del ticinese Ignazio Cassis in Governo renderebbe difficile un secondo seggio per il Ticino. A sollecitarlo pubblicamente è stato il consigliere nazionale UDC Paolo Pamini, il quale ha detto di auspicare una candidatura di Marco Chiesa: «Ha l’esperienza necessaria per aspirare a un posto nel ticket del partito».