Crans-Montana

Constellation, nessun vero controllo prima dell’inaugurazione del 2015

L’audizione dell’ex responsabile della sicurezza di Chermignon fa emergere gravi lacune nei controlli antincendio: prima dell’apertura del locale non fu effettuata una verifica completa e il piano interrato, dove si trovava la schiuma infiammabile, non venne mai controllato
©Gabriele Putzu
Red. Online
01.09.2026 12:33

Prima dell’apertura del bar Constellation, nel dicembre 2015, non è stato effettuato alcun controllo approfondito del locale. È quanto emerge dall’audizione dell’ex responsabile della sicurezza del Comune di Chermignon — comune nel quale sorgeva il locale, confluito nel 2017 nell’attuale Comune di Crans-Montana — ascoltato dalle procuratrici nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio del 1° gennaio 2026, costato la vita a 41 persone e provocato 115 feriti. Il contenuto dell’audizione è stato reso noto oggi dalla RTS.

L’audizione dell’ex responsabile

Secondo quanto riferisce l’emittente romanda, l’ex responsabile era stato sentito una prima volta l’8 aprile, ma si era rifiutato di rispondere alle domande delle magistrate prima di aver avuto accesso agli atti dell’inchiesta penale. Dopo un braccio di ferro con il Ministero pubblico, l’uomo ha potuto consultare i documenti e ha quindi deciso di rispondere alle domande durante l’ultimo interrogatorio, avvenuto lo scorso 28 luglio. Nel corso dell’audizione ha confermato diverse lacune nei controlli effettuati sull’esercizio pubblico.

I lavori erano noti al Comune

Nel 2015 i coniugi Moretti avevano assunto la gestione del Constellation, di proprietà di Julien Beytrison, realizzando importanti lavori all’interno del locale. Le autorità comunali erano state informate dei lavori da Beytrison attraverso alcune fotografie, ma decisero che non fosse necessaria una procedura di autorizzazione edilizia completa. Dagli atti dell’inchiesta penale, riferisce la RTS, emerge che questa decisione è stata oggetto di numerose domande da parte delle procuratrici ai diversi imputati.

Nel settembre dello stesso anno venne invece avviata una procedura relativa alla costruzione di una veranda. È in questa fase che entra in scena l’allora responsabile della sicurezza del Comune di Chermignon, che svolgeva contemporaneamente anche la funzione di comandante dei pompieri. La sua attività di responsabile della sicurezza, per la quale percepiva circa 5.000 franchi all’anno, veniva svolta parallelamente al suo impiego principale: era infatti impiegato a tempo pieno presso un’azienda attiva nel settore sanitario. «Sono stato nominato responsabile della sicurezza contemporaneamente a comandante dei pompieri, perché il mio predecessore ricopriva già queste due funzioni», ha spiegato durante l’audizione. 

Le verifiche basate sui documenti

Due settimane dopo l’avvio della procedura per la costruzione della veranda, il responsabile della sicurezza compilò il documento relativo alle «misure di sicurezza e di difesa antincendio per l’autorizzazione a costruire». Ma, secondo quanto emerge dall’audizione, per compilare il documento non si recò all’interno del Constellation. Si basò sui piani presentati nell’ambito della procedura edilizia e sulle fotografie. Nel documento veniva indicata, tra le altre cose, una porta laterale al piano terra come uscita di emergenza e via di evacuazione.

Una porta di emergenza che non era utilizzabile

Nel febbraio 2016, due mesi dopo l’inaugurazione, il responsabile della sicurezza effettuò un controllo finale legato alla costruzione della veranda. Durante l’audizione ha dichiarato di aver verificato la porta laterale, pur ammettendo di non ricordare con assoluta certezza se fosse conforme. Secondo gli elementi emersi nell’inchiesta, quella porta non costituiva in realtà una valida uscita di emergenza. La notte dell’incendio era inoltre chiusa a chiave e diverse vittime si trovavano nelle sue vicinanze mentre cercavano di fuggire dalle fiamme.

Il controllo si fermò al piano terra

Un altro elemento particolarmente significativo riguarda l’estensione della verifica. Tra le prescrizioni di sicurezza figurava il rispetto della distanza massima di 35 metri tra il punto più lontano dalle vie di evacuazione e le vie di evacuazione stesse. Per verificare correttamente questo requisito sarebbe stato necessario controllare anche il piano interrato. Il responsabile ha però riconosciuto che il controllo effettuato nel febbraio 2016 si era svolto esclusivamente al piano terra e che non aveva mai effettuato un controllo del «concetto globale antincendio». Il piano interrato del Constellation non venne dunque mai controllato.

La schiuma infiammabile mai verificata

Il particolare assume un’importanza ancora maggiore nell’ambito dell’inchiesta, poiché proprio nel piano interrato si trovava la schiuma altamente infiammabile finita al centro delle indagini. Alla domanda delle procuratrici se i lavori effettuati nel sottosuolo fossero mai stati controllati, l’ex responsabile della sicurezza ha risposto: «Non sono stati oggetto di alcun controllo, né da parte mia, né, certamente, da parte della Commissione delle costruzioni». Ne emerge quindi un quadro nel quale, prima dell’apertura del locale, non sarebbe mai stato effettuato un controllo completo dell’intero edificio e del suo sistema antincendio.