Controllo interno della qualità: «Non si può più tergiversare»

Il nuovo Regolamento organico delle collaboratrici e dei collaboratori della Città di Locarno è stato varato prima di Natale. Ora tocca al servizio di controllo interno dell’amministrazione comunale. «Uno strumento strategico e imprescindibile per una gestione moderna, responsabile ed efficiente dell’amministrazione pubblica», ribadisce il Municipio nel preavvisare favorevolmente la mozion e con la quale, nel lontano 2013, l’allora consigliera comunale Lorenza Pedrazzini Ghisla insieme ai colleghi Barbara Angelini Piva e Mattia Scaffetta, propongono appunto l’implementazione di questo organo interno all’amministrazione comunale. Mozione che traeva origine dal caso scoppiato alla fine di agosto di 13 anni fa riguardo ai mandati diretti per i quali erano emerse violazioni, imputabili all’Esecutivo di allora, nell’applicazione della legge sulle commesse pubbliche, così come carenze nei controlli sulle deleghe ai servizi amministrativi. Dopo che era stata adottata una serie di misure per ovviare a queste disfunzioni, la mozione era stata «congelata». Fino allo scorso autunno, quando la Commissione della gestione ha deciso di toglierla dal congelatore. E questo alla luce di alcune inefficienze nei servizi dell’amministrazione e nella consapevolezza del fatto che i processi che coinvolgono l’amministrazione comunale di anno in anno diventano vieppiù complessi. Proprio per questo Palazzo Marcacci si dice convinto che l’istituzione del servizio di controllo interno della qualità «rappresenti un elemento chiave per il buon governo e per l’utilizzo oculato delle risorse pubbliche». Tale strumento «consentirebbe al Comune di Locarno, in linea con quanto già attuato dalle altre Città (in particolare Lugano e Bellinzona, ndr.) e dal Cantone, di prevenire gli sprechi, rafforzare i meccanismi di sorveglianza e accrescere l’efficienza amministrativa, senza compromettere la qualità dei servizi garantiti alla cittadinanza». Da qui, dunque, l’adesione alle proposte contenute nella mozione che nel frattempo ha già ottenuto il via libera dalla Commissione della gestione.
Permangono alcune criticità
Il rapporto commissionale (co-relatori Stefano Lappe e Orlando Bianchetti del PLR) evidenzia che l’adozione di un sistema di controllo interno e di qualità, unitamente all’istituzione di un organo dedicato a svolgere questo compito, permette «di individuare con tempestività le inefficienze, di razionalizzare la spesa e di rafforzare la governance comunale. Per la Città di Locarno, ciò rappresenta un passo decisivo verso una gestione delle risorse pubbliche fondata su criteri di efficacia, trasparenza e sostenibilità». Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, sottolineano i commissari, «permangono criticità rilevanti legate al contesto finanziario e organizzativo del Comune: le misure di risparmio impongono una costante attenzione ai costi, limitando al contempo la disponibilità di risorse umane adeguate a garantire un seguito puntuale a tutti i processi», recita ancora il rapporto. A ciò si aggiunge «una pianificazione del personale e degli obiettivi non sempre lungimirante, che ha talvolta reso difficile garantire elevati standard di efficienza e continuità». Un simile strumento, secondo la Gestione, favorirebbe inoltre una maggiore vicinanza al cittadino che deve poter nutrire fiducia nelle istituzioni: più queste si mostrano trasparenti ed efficienti, più tale fiducia risulta consolidata.
Un regolamento «ad hoc»
In tale contesto «un organo di controllo interno costituirebbe indubbiamente uno strumento prezioso per rafforzare la governance comunale, individuare tempestivamente le criticità e supportare l’amministrazione nel miglioramento continuo, generando valore aggiunto per l’ente pubblico». I commissari chiedono poi che l’istituzione del servizio di controllo della qualità dovrà avvenire mediante uno specifico regolamento. Dal punto di vista operativo, recita sempre il rapporto commissionale, tale organo dovrà agire in modo autonomo e indipendente, riferendo direttamente al Municipio, salvo nei casi in cui l’intervento sia richiesto dalla Gestione o da una commissione speciale. Dal profilo amministrativo, il servizio va attribuito al dicastero del sindaco.
Le riserve della Sinistra Unita
Il rapporto della Gestione è stato firmato con riserva dai due commissari della sinistra Unita. Riserva che Francesco Albi e Gionata Genazzi scioglieranno durante la discussione della mozione da parte del plenum del Consiglio comunale. In buona sostanza, pur riconoscendo l’utilità potenziale di questo mezzo, la Sinistra Unita non vorrebbe che con questo strumento l’Esecutivo cerchi di spostare la responsabilità politica e amministrativa di una figura tecnica invece di assumersela pienamente. Per questo vigilerà affinché l’attuazione di questo servizio non comporti nuove spese superflue, ma contribuisca davvero a rafforzare la trasparenza e l’efficienza dell’amministrazione comunale.
