Piazza Finanziaria

Cornèr Banca torna in mani esclusivamente familiari

La quota del 19,6% detenuta dai Piotrkowski-Dollfus passa ai fondatori - «Nessun cambiamento operativo, ma più stabilità», afferma il CEO Vittorio Cornaro - L’operazione verrà completata nei prossimi mesi
Due generazioni: Paolo Cornaro con il figlio Vittorio
Generoso Chiaradonna
27.05.2026 22:03

Cornèr Banca ha ormai un unico azionista: la famiglia Cornaro, erede del fondatore dell’istituto Vittorio Cornaro (padre di Paolo e nonno dell’attuale CEO Vittorio), ha acquisito la quota del 19,6% finora detenuta dalla famiglia Piotrkowski-Dollfus, passando quindi dall’80,1% al 99,7%.

«La famiglia fondatrice assume così il pieno controllo», si legge in un comunicato stampa diffuso in mattinata. L’operazione, soggetta all’approvazione dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), nonché delle omologhe autorità di vigilanza estere cui il gruppo è sottoposto, dovrebbe essere completata già nei prossimi mesi.

«Con l’acquisizione della quota detenuta dalla famiglia Piotrkowski-Dollfus, storici azionisti del gruppo, la famiglia Cornaro ribadisce il proprio impegno a favore della continuità», fa sapere l’istituto di credito luganese. Da tre generazioni alla guida del gruppo, la famiglia guarda con fiducia al futuro della banca, che il prossimo anno celebrerà il 75. anniversario di fondazione.

Fondato nel 1952 a Lugano, il gruppo Cornèr Banca copre l’intera gamma dell’offerta bancaria tradizionale, con una specializzazione nei settori del private banking, del finanziamento, delle carte di pagamento Visa, Mastercard e Diners Club (Cornèrcard) e del trading online (Cornèrtrader). In Svizzera l’istituto è presente - oltre che nella città sul Ceresio - a Chiasso, Locarno, Ginevra e Zurigo; dispone inoltre di una succursale a Guernsey (Isole del Canale).

Transizione generazionale

Ma che cosa cambia concretamente per Cornèr Banca con il ritorno a un controllo quasi totalmente familiare? Lo abbiamo chiesto a Vittorio Cornaro, CEO del Gruppo e rappresentante della terza generazione di banchieri luganesi. «Dal punto di vista operativo non vi saranno cambiamenti, poiché la banca è da sempre guidata e gestita da membri della famiglia Cornaro. Nel lungo termine, questo assetto garantisce una transizione generazionale solida e coerente con i valori dell’istituto», risponde il CEO.

Per quanto riguarda i motivi del completamento dell’operazione proprio quest’anno, Vittorio Cornaro è molto chiaro: «Con il passare degli anni e delle generazioni, il legame tra i membri delle due famiglie si è progressivamente allentato. In questo contesto, completare l’acquisizione rappresenta in realtà una scelta naturale di continuità».

Il CEO dell’istituto luganese si sofferma anche sui possibili vantaggi competitivi offerti da una governance familiare nel settore bancario svizzero: «Una governance familiare offre oggi un importante elemento di stabilità e coerenza nella conduzione della banca. Inoltre, garantisce un forte allineamento tra gli interessi del management e quelli della famiglia proprietaria, favorendo una visione di lungo periodo, solidità decisionale e una relazione di maggiore vicinanza e fiducia con la clientela».

Modello di business solido

Il settore finanziario svizzero sta conoscendo da qualche anno un processo di concentrazione. Molte banche, inoltre, cercano aggregazioni e collaborazioni con altri attori. Cornèr sceglie invece di rafforzare il controllo familiare: è anche un messaggio al mercato? «Crediamo fortemente nel nostro modello di business e disponiamo della solidità necessaria per proseguire il nostro percorso in piena autonomia. Più che seguire le dinamiche del mercato, la nostra priorità resta quella di garantire stabilità, visione di lungo periodo e vicinanza alla clientela», risponde Vittorio Cornaro, che respinge la tesi secondo cui una governance più concentrata venga percepita come meno aperta. «Al contrario - aggiunge il banchiere - una governance più concentrata consente un forte allineamento tra azionisti e management, favorendo coerenza strategica e rapidità decisionale».

Tra il ritorno dell’inflazione, della pressione regolatoria e della trasformazione digitale, qual è oggi la principale minaccia per una banca indipendente e svizzera come la vostra? «Per una banca indipendente e svizzera come la nostra, la principale sfida oggi è rappresentata dalla crescente pressione regolatoria, seguita dalla trasformazione digitale e, in misura minore, dal contesto inflazionistico». «Affrontiamo queste dinamiche facendo leva sulla nostra solidità e capacità di adattamento», conclude Vittorio Cornaro.