Il caso

Così rinasce un edificio industriale dismesso

Faido: ecco il futuro volto dell'ex Galvanica, un comparto strategico per il capoluogo leventinese - Si prevedono contenuti sportivi, turistici ed associativi: in primis un ostello e una sala multiuso - Il progetto scelto è di uno studio di architettura luganese
Ecco come si presenterà. © Rendering
Alan Del Don
13.03.2026 18:06

Il progetto «Al fiume» ha vinto il concorso per il gruppo mandatario interdisciplinare per la progettazione della rivitalizzazione del comparto ex Galvanica a Faido. Gli obiettivi consistono nel riordinare e riqualificare l’area dello stabile industriale dismesso, inserendo quali nuovi contenuti un ostello, un centro di accoglienza visitatori, una sala multiuso ed un rifugio pubblico. Il progetto è stato presentato dal consesso con capofila l’architetto paesaggista Enrico Demattè ed Elena Fontana Architekten Sagl di Lugano. Al secondo posto si è classificato il progetto «Continuità» del gruppo guidato dallo studio di architettura Baserga Mozzetti architetti SA di Muralto, mentre al terzo l’elaborato «Tracce industriali» del gruppo capeggiato dallo studio Guscetti Pazzinetti Pedimina architetti Sagl di Ambrì. I progetti potranno essere ammirati da lunedì 16 marzo (vernice della mostra, nell’aula polivalente delle scuole, alle 15) al 27 marzo nei seguenti orari: in settimana dalle 9 alle 17 ed il sabato dalle 8.30 alle 14.30.

L'istoriato

Riconvertire uno stabile industriale in disuso in un complesso dai contenuti sportivi, turistici e associativi. Riassumendo all’osso è quindi questo il destino che attende l’ex Galvanica di Faido, edificio dismesso da quasi mezzo secolo che si trova nella zona della pista di ghiaccio, della palestra e del campo di calcio. Un’area strategica per il capoluogo della Leventina. Uno studio di fattibilità ha evidenziato le potenzialità di un simile centro. Come se non bastasse, in virtù del decreto legislativo sugli incentivi alla rivitalizzazione di edifici dismessi nelle regioni periferiche, l’ex Galvanica beneficerà di sussidi a fondo perso per la rivalorizzazione di tutto il comparto.

Ma come si è arrivati a questo punto? Non c’è voluto molto, a dire il vero. Faido ha (ri)scoperto quanto può essere attrattiva - grazie alle infrastrutture sportive citate in precedenza - per il soggiorno di gruppi che praticano diverse discipline (hockey, curling, calcio, sci a Carì, ecc.), associazioni e fondazioni. Ma anche, ad esempio, per delle settimane nella natura da parte degli istituti scolastici. Il complesso che si vuole realizzare prevede dormitori, spogliatoi, docce nonché un Welcome Center (un punto d’accoglienza nel quale dispensare utili consigli turistici ma non solo), un rifugio della Protezione civile ed un auditorium multifunzionale.