Il punto

Crans-Montana: i responsabili della sicurezza tra lacune nei dati e prati da tagliare

Emergono nuovi dettagli dai racconti resi ai procuratori in questi giorni – I due uomini che hanno ricoperto il ruolo erano poco qualificati e non avevano le risorse per effettuare i controlli nel comune: «Su 500 all'anno ne venivano fatti un centinaio»
© ALESSANDRO DELLA VALLE
Red. Online
15.02.2026 12:00

I responsabili della protezione della sicurezza antincendio di Crans-Montana (l'ex e l'attuale) «poco qualificati e sovraccarichi di lavoro», con risorse limitate che non permettevano loro di effettuare i controlli di sicurezza previsti per legge ogni anno. Ma anche il caos informatico che nel 2022 ha portato alla disattivazione del programma di gestione dei dati che racchiudeva tutte le informazioni utili su strutture, locali ed edifici del comune. Si aggiungono sempre più tasselli all’intricato mosaico dietro alla tragedia che è costata la vita a 41 giovani, vittime dell’incendio scoppiato all’interno del locale Le Constellation la notte di Capodanno. Sempre più dettagli stanno infatti emergendo dai racconti resi ai procuratori dai due responsabili del servizio di sicurezza di Crans-Montana, l’uomo che era in servizio fino al febbraio 2024, e quello che l’ha sostituito nel maggio 2024 fino a oggi. E i contorni che si delineano fanno emergere diverse lacune su più livelli, come riporta il Tages Anzeiger.

Compiti non chiari

I procuratori hanno riavvolto il nastro fino al 2017, esaminando sin dagli inizi il percorso dell'ex responsabile della sicurezza antincendio per il comune di Crans Montana, rimasto in carica fino al 2024. Un ruolo che l’uomo - che aveva inizialmente conseguito un diploma da boscaiolo, per poi seguire formazioni sul tema sicurezza - si è accorto ben presto di non poter sostenere da solo, vuoi per l’importante carico di lavoro che doveva svolgere in autonomia, vuoi per il fatto che si sentisse poco qualificato per la posizione. Di più. Nel racconto emerge anche che a Crans-Montana il responsabile della sicurezza non avesse mai ricevuto un capitolato d’oneri che elencasse chiaramente e dettagliatamente quali fossero i suoi compiti. Compiti che dovevano però coprire un ampio ventaglio: «Dalla verifica dei documenti sulle nuove costruzioni, alle ispezioni per il rilascio di autorizzazioni, nonché la supervisione degli impianti termici». Ma non è finita qui. «Ero anche responsabile della manutenzione e dello sfalcio dei prati, oltre che dell’elaborazione delle richieste per i fuochi d’artificio».

L'aggregazione e il caos informatico

Il responsabile, inoltre, a seguito dell’aggregazione comunale del 2017 che ha interessato Crans-Montana, si è trovato a doversi assumere i ruoli che prima erano ricoperti da cinque persone diverse: «Quando ho iniziato ero l’unico responsabile della sicurezza». Un compito complesso, soprattutto per quanto riguardava l’accesso a tutti i dati precedenti all’aggregazione. E questo concerneva anche i controlli fatti al Constellation, inaugurato nel 2015. Come se non bastasse, ad aggiungersi a questa situazione già delicata arriva nel 2022 un blocco nel sistema informatico che raccoglieva tutti i dati fondamentali per la gestione della sicurezza degli edifici e locali pubblici del comune. «Tutti i file PDF e le foto sono andati persi», ha spiegato l’uomo, ripreso dal quotidiano svizzerotedesco.

Mancano le risorse

Nel maggio 2024, come detto, entra in carica l'attuale responsabile della sicurezza del comune, dopo essere stato impiegato come rivenditore di automobili e agente immobiliare. Assunto anche se, dopo aver completato la formazione come esperto in protezione antincendio, nel 2017, ha bocciato l’esame. La situazione che l’uomo si trova a dover fronteggiare viene descritta come lacunosa e precaria: la documentazione incompleta a causa del blocco al sistema informatico necessita subito la creazione di un nuovo modulo di controllo per le ispezioni degli edifici con un inventario e una classificazione fatta a seconda della loro categoria: prima gli ospedali, poi gli hotel, le aziende pubbliche e, infine, bar e ristoranti. Categoria in cui rientrava anche il Constellation. Un locale che, dopo la prima ispezione nel 2019, ne prevedeva una soltanto nel 2026. I due responsabili della sicurezza messi davanti a questo punto non hanno saputo indicare il motivo del lungo lasso di tempo senza controlli, nonostante fossero obbligatorie delle ispezioni annuali. La situazione della protezione antincendio, in generale, non era conforme alla legge. «Non abbiamo le risorse per effettuare questi controlli periodici in modo completo», ha dichiarato il responsabile attuale della sicurezza. «Il problema è noto da anni nei comuni vallesani». Per rispettare i termini della legge, in effetti, si sarebbero dovuti svolgere 500 controlli all’anno, ma le visite effettive sono state «appena 119».

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