Crans-Montana, il Pm di Roma disporrà una maxi consulenza medico legale

Una maxi consulenza medico legale su tutta la documentazione sanitaria che riguarda la vittime italiane dell'incendio di Crans-Montana che la notte di Capodanno ha provocato la morte di 41 persone. È l'iniziativa della Procura di Roma in vista dell'incontro, fissato per giovedì a Berna, con gli omologhi del Canton Vallese. I magistrati italiani acquisiranno tutta la documentazione medica dei loro connazionali coinvolti nel rogo del bar «Le Constellation» per affidarla a consulenti. Un lavoro, riferisce oggi l'agenzia di stampa italiana Ansa, «ad ampio spettro», che punta a cristallizzare, grazie anche ai risultati delle cinque autopsie svolte in Italia, le risultanze sulle cause della morte e sulle lesioni riportate dai feriti nel corso del tragico rogo.
In corso da alcuni giorni le audizioni dei feriti
Il procedimento avviato a Roma, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Stefano Opilio, è al momento contro ignoti. Nel fascicolo si procede per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni aggravate. Le iscrizioni nel registro, a cominciare dai gerenti del locale, Jacques e Jessica Moretti, verranno formalizzate solo dopo l'incontro di giovedì. Sul fronte delle indagini sono in corso da alcuni giorni le audizioni dei feriti affidate alla Squadra Mobile. Una attività istruttoria particolarmente delicata: gli investigatori stanno acquisendo i racconti di chi quella notte era presente all'interno del locale cercando di fare emergere elementi utili per l'impianto accusatorio. In questo ambito risposte potrebbero arrivare anche dall'esame dei telefoni cellulari che sono stati posti sotto sequestro. L'obiettivo è verificare l'eventuale presenza nei dispositivi di foto o video della tragica notte.
Verso una squadra investigativa comune?
Nella rogatoria trasmessa in Svizzera il 13 gennaio scorso, che sarà anche al centro dell'incontro di giovedì, gli inquirenti romani chiedono di potere avere tutta l'attività istruttoria svolta dagli omologhi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni, ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal Comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza. Come riferito già sabato dall'Ufficio federale di giustizia (UFG) a Keystone-ATS, i due procedimenti penali dovranno essere coordinati, questo perché «senza le prove fornite dalla Procura del Canton Vallese l'Italia non potrebbe condurre il proprio procedimento penale». Nell'ambito dell'incontro si discuterà anche della possibilità di istituire una squadra investigativa comune.