Vallese

Crans-Montana, il sindaco torna a parlare dopo 126 giorni: «Andare via sarebbe una diserzione»

Nicolas Féraud difende l'operato del Municipio, annuncia un'assemblea pubblica il 16 giugno e respinge, di nuovo, le richieste di dimissioni
Ats
03.06.2026 19:23

In silenzio dal 27 gennaio scorso, data dell'intervista concessa a Keystone-ATS, il sindaco di Crans-Montana (VS), Nicolas Féraud, ha risposto questa sera alle domande di Canal 9. Si tratta delle prime dichiarazioni in 126 giorni sulla tragedia di Capodanno.

Un'assemblea il 16 giugno

Dopo la conferenza stampa del 6 gennaio scorso, che ha raggiunto solo in parte il suo obiettivo, - «tengo a ribadire le mie sincere scuse alle persone che potrei aver offeso (ndr: in quell'occasione)» - il sindaco ha praticamente rifiutato tutte le interviste. Oggi il rappresentante del PLR ha tuttavia accettato di parlare con l'emittente regionale vallesana, soprattutto per una questione di tempistica. «Tra qualche giorno (ndr: il 16 giugno), mi rivolgerò direttamente ai miei cittadini, in occasione di un'assemblea», ha detto. «È infatti importante fare il punto della situazione con trasparenza». Da qui la decisione di accettare questa seconda intervista. «Sarà un'assemblea particolare. Non vi nascondo che ci saranno momenti di emozione. Si tratterà di spiegare come ha funzionato il Comune dal 1° gennaio e quali sono le prospettive per il futuro».

A porte chiuse?

Questa assemblea ordinaria prevista a Chermignon-d'en-Bas potrebbe svolgersi a porte chiuse, ovvero senza la presenza di giornalisti. «Posso capire l'esasperazione di alcuni concittadini» che vorrebbero una tale misura, ma «personalmente non credo che sia il modo giusto di procedere. Se questa proposta dovesse arrivare, cercherò di convincere l'assemblea a non ricorrere a una seduta a porte chiuse, pur sapendo che, su questo punto, sarà la democrazia a decidere».

Niente dimissioni

Dal 1° gennaio si sono levate diverse richieste di dimissioni di Nicolas Féraud, in particolare da parte dei media italiani, «come se le mie dimissioni potessero sistemare qualcosa», ha detto. «Oggi non mi interessa assolutamente nulla del mio destino. Abbandonare oggi sarebbe vigliaccheria, sarebbe una diserzione. Sono stato eletto per gestire gli affari comunali, sia nelle belle che nelle brutte giornate. Eventuali dimissioni, nel corso della legislatura, non sono all'ordine del giorno».

«A livello di Municipio, siamo uniti come non mai, anche se nulla sarà più come prima», ha proseguito. «Concretamente, quando si tratta di discutere di questo caso, noi due imputati (ndr: Nicolas Féraud e Patrick Clivaz) lasciamo l'aula. Attualmente, gran parte del nostro lavoro è legato alle conseguenze di questo dramma (sicurezza, rapporti con la giustizia e con le famiglie, in particolare)».

Probabilmente di nuovo interrogato dalla Procura vallesana

Lo scorso 21 aprile, Nicolas Féraud è stato interrogato, nell'ambito dell'indagine penale, per circa 12 ore. «Sono sollevato di aver potuto finalmente esprimermi davanti alle procuratrici», ammette. «È stato lungo e non proprio piacevole. Probabilmente sarò nuovamente interrogato».

L'incontro con un altro imputato

Poche ore dopo aver lasciato il campus Energypolis, il giorno successivo, il sindaco ha preso un caffè con un altro imputato, l'ex responsabile comunale alla sicurezza, chiamato a comparire due giorni dopo di lui. Un incontro che ha suscitato molte reazioni. «Non ho fatto nulla di illegale», si difende Nicolas Féraud. «Quel momento era un normale rapporto di amicizia, rispetto e sostegno. Non era davvero una forma di collusione. Se avessimo voluto tramare qualcosa, avremmo avuto quattro mesi per farlo».

«La verità sarà stabilita dalla giustizia. Nel contempo, dobbiamo alle famiglie un impegno risoluto, affinché venga fatto tutto il possibile affinché un funzionamento istituzionale esemplare sia d'ora in poi il segno distintivo di Crans-Montana. Me ne assumo l'impegno, a nome del Municipio».