Crans-Montana, quei soldi raccolti per beneficenza «mai versati alle vittime»

Che fine hanno fatto i soldi raccolti dal concerto benefico organizzato per le vittime di Crans-Montana? È il quesito sollevato in questi giorni da alcuni quotidiani, tra cui il Tages Anzeiger e lo Spiegel, in merito all’evento «Aux Coeurs de Crans» andato in scena a Losanna il 22 aprile. Un concerto che ha riunito una ventina di artisti a titolo gratuito – tra cui alcune voci famose come Riccardo Cocciante e i Gjon’s Tears, gruppo svizzero arrivato terzo all’Eurovision Song Contest 2021 – davanti a un pubblico di oltre 2 mila persone e che ha raccolto, complessivamente, più di 150 mila franchi. Una cifra che, appunto, doveva essere tradotta in aiuto concreto delle vittime della tragedia di Capodanno di Crans-Montana ma che secondo il quotidiano d’Oltralpe non sarebbe mai stata versata ai legittimi destinatari e alle loro famiglie.
Nessuna informazione
«Le vittime non hanno ancora visto un centesimo», riporta infatti senza tanti giri di parole il Tages Anzeiger, aggiungendo altri dettagli sulla questione. Partendo proprio dall’associazione a cui dovevano essere destinati i proventi del concerto, la quale subito dopo l’evento ha tenuto a ringraziare tutti per «lo slancio umano, artistico e collettivo» che ha fatto da cornice alla manifestazione benefica, ma che «non risulta registrata da nessuna parte». Inoltre, «né la Città di Losanna, né il Canton Vallese disporrebbero di informazioni sulla sorte del denaro». Dove sono finiti, quindi, i proventi del concerto avvenuto ormai più di un mese fa? Nessuna risposta nemmeno dagli organizzatori dell'evento.
I precedenti penali
Ma c'è di più. A partecipare all’organizzazione del concerto in questione – spiega ancora il quotidiano svizzero tedesco – ci sarebbe anche un’agenzia di eventi gestita da una persona «residente a Crans-Montana». Un’informazione che è stata in realtà smentita da un controllo fatto proprio presso il Comune vallesano: «L'uomo non risulta registrato in questa località». Per un'informazione mancata, ecco che invece ne spunta una nuova. Sempre secondo il Tages Anzeiger, il nome della persona in questione è comparso nei dossier di un'inchiesta parigina: nella capitale francese, infatti, «l'uomo è stato condannato per appropriazione indebita, per una cifra di 20 mila euro, quando lavorava come agente immobiliare».
