Vallese

Crans-Montana, Reynard un mese dopo: «Umani prima di tutto»

«Ora la giustizia deve fare piena luce, con rigore e indipendenza. E il Governo, dal canto suo, deve fare tutto il possibile per sostenere tutte le vittime e le famiglie colpite da questo dramma», ha dichiarato il consigliere di Stato
Ats
30.01.2026 09:47

«Una sola cosa contava per me in quel momento: stare al fianco delle squadre di soccorso, ma anche delle vittime e delle loro famiglie». Si esprime così, a un mese dalla drammatica notte di Capodanno a Crans-Montana (VS), il presidente del governo vallesano Mathias Reynard. La mattina del primo gennaio «ho preso molto rapidamente coscienza dell'ampiezza del dramma», spiega Reynard, contattato da Keystone-ATS. «Anche se si è il presidente del governo, si resta umani prima di tutto. Questo dramma, l'insopportabile attesa per le famiglie, i feriti, le persone decedute, questa gioventù falciata: nulla può prepararci a vivere momenti simili».

Il discorso pronunciato da Reynard a Martigny il 9 gennaio scorso, in occasione della giornata di lutto nazionale ha sicuramente lasciato il segno. «Ho cercato di scrivere il mio intervento come abbiamo organizzato questa cerimonia di omaggio: con umiltà e dignità», afferma il consigliere di Stato. «Ora la giustizia deve fare piena luce, con rigore e indipendenza. E il Governo, dal canto suo, deve fare tutto il possibile per sostenere tutte le vittime e le famiglie colpite da questo dramma, in particolare attraverso gli aiuti immediati e grazie anche alla Fondazione che stiamo creando». Per Reynard, «stare al fianco dei feriti e di tutte le famiglie colpite, ma anche poter offrire loro un sostegno nel tempo, così come l'immensa solidarietà della comunità e l'atteggiamento delle squadre sul campo, sono cose ispiranti e preziose».

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