Crans-Montana, tutte le mancanze contestate alla Magistratura

Sarà la Camera penale del Tribunale cantonale vallesano a pronunciarsi, in ultima istanza, sulla richiesta di ricusa dei cinque procuratori pubblici titolari dell’inchiesta sull’incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana.
Secondo quanto anticipato dalla RTS, la mozione per la sostituzione dell’intera squadra di magistrati, coordinata dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud, è stata presentata dall'avvocato di una famiglie delle vittime.
In prima battuta, spetterà ora ai cinque magistrati decidere se accogliere o respingere la richiesta di ricusa; in caso di diniego, sarà l’avvocato della famiglia a valutare se impugnare la decisione, che verrà infine esaminata – come detto – dalla Camera penale del Tribunale cantonale vallesano.
Le motivazioni addotte
Alla base della richiesta di ricusa vi sarebbe l’accusa di gravi carenze ed errori nello svolgimento del procedimento, tali – secondo il ricorrente – da mettere in dubbio l’imparzialità e la volontà dei magistrati di condurre correttamente le indagini.
La richiesta, ricordiamo, giunge dopo settimane di intense polemiche riguardanti le modalità di conduzione dell’inchiesta, nonché dopo che un altro legale, alcune settimane prima, aveva chiesto la nomina di un procuratore straordinario. Richiesta prontamente respinta dalla stessa Magistratura vallesana. La quale aveva ritenuto che «non vi fosse nessuna ragione, né oggettiva né giuridica».
Tra le principali critiche rivolte ai magistrati figura l’arresto tardivo dei coniugi Moretti, scelta che – secondo molti osservatori – avrebbe favorito l’inquinamento delle prove. Analogamente, vengono contestate le perquisizioni nei locali privati e commerciali dei Moretti, disposte in ritardo, così come il sequestro dei loro telefoni cellulari, avvenuto solo nove giorni dopo i fatti.
La lista delle presunte inadempienze, ampiamente ripresa dalla stampa nazionale e internazionale, alimentando interpretazioni e speculazioni di ogni genere, è però ben più lunga e comprende anche il filone d’indagine sulle responsabilità del Comune e dei funzionari incaricati della sicurezza, in particolare per non aver disposto tempestivamente il sequestro dei documenti amministrativi. La Procura vallesana avrebbe infatti richiesto la documentazione relativa ai controlli sul bar Constellation, ma avrebbe poi atteso che fosse lo stesso responsabile a consegnare il dossier due giorni dopo. Un dossier rivelatosi peraltro incompleto, rendendo necessario un secondo intervento della Magistratura.
Dubbi sulle capacità
«L’esame del fascicolo presentato rivela un numero senza precedenti di gravi carenze ed errori, la maggior parte dei quali palesi, nello svolgimento del procedimento», si legge nel documento, che diversi media romandi hanno potuto consultare. Secondo il legale che ha presentato la richiesta di ricusa, questi errori sono «incompatibili con le esigenze di un giusto processo, soprattutto in un caso di tale portata e delicatezza». Queste manchevolezze avrebbero portato «in particolare alla scomparsa o alla potenziale contaminazione di prove e alla violazione dei diritti delle parti ricorrenti», scrive ulteriormente l’avvocato che ha depositato la richiesta. Secondo il legale, queste mancanze sono tali da mettere «oggettivamente in dubbio la capacità e/o la volontà dei magistrati coinvolti di svolgere le proprie funzioni» e quindi di «garantire l’indipendenza della Magistratura».
In questo lungo documento, datato venerdì 30 gennaio, l’avvocato elenca le mancanze contestate da diversi ricorrenti alla Procura vallesana sin dall’inizio delle indagini. A spingere l’avvocato a presentare la richiesta, secondo la ricostruzione di Le Temps, sarebbe stato il padre di una delle vittime dopo aver letto il contenuto del fascicolo giudiziario. «Il mio cliente aveva già sentito parlare di alcune questioni procedurali sulla stampa, ma è rimasto davvero sbalordito nell’apprendere il contenuto degli atti», ha spiegato l’avvocato al giornale romando. «Ha quindi deciso di sottoporre la questione non all’opinione pubblica, ma alla giustizia stessa».
Tra gli aspetti ritenuti più problematici, secondo l’avvocato spicca la mancanza di misure volte a prevenire l’inquinamento delle prove. Mancanza che avrebbe consentito a Jacques Moretti di accedere al sistema di videosorveglianza del Constellation, «le cui registrazioni sono ora indisponibili».
Brevetto e software
Intanto, oggi, sono riprese a Sion le udienze della Procura vallesana con l’interrogatorio dell’attuale responsabile della sicurezza del Comune, entrato in carica da maggio 2024. L’uomo - finito nel registro degli indagati la scorsa settimana - ha dovuto rispondere alle domande relative alla mancanza di ispezioni antincendio, dopo che il Comune di Crans-Montana ha ammesso, pochi giorni dopo la tragedia, che nel locale non erano state effettuate ispezioni dal 2019.
Al termine dell’interrogatorio, la Magistratura avrebbe sequestrato il cellulare dell’uomo per consentire agli inquirenti l’esame dei dati e dei file contenuti nello smartphone. L’uomo, che in passato ha svolto pure la funzione di capo dei pompieri in alcune località del Vallese, è risultato sprovvisto del brevetto antincendio perché - ha ammesso lui stesso - non ha superato l’esame al termine dell’apposito corso di formazione. Al momento, tuttavia, non è chiaro se la certificazione mancante sia effettivamente necessaria per la posizione di responsabile della sicurezza.
Come detto, l’interrogatorio si è focalizzato sulla mancanza di controlli di sicurezza nel bar Le Constellation. Secondo l’uomo, il buco di sei anni nei controlli, dal 2019 al 2025, sarebbe stato causato da problemi di aggiornamento del sistema informatico che gestisce le procedure di ispezione. La sostituzione del software, ha spiegato, ha ritardato l’aggiornamento dei file sulle verifiche dell’edificio. Un ritardo che ha permesso ai coniugi Moretti, durante i loro interrogatori, di dire che per l’ente pubblico non c’erano problemi di sicurezza e non c’erano state contestazioni o prescrizioni. Assieme all’attuale responsabile della sicurezza del Comune, ricordiamo, è finito sotto inchiesta anche l’ex responsabile. Al momento, la procura non si è pronunciata sulla possibile incriminazione dei funzionari.
