Cresce la paura per nuovi disordini, intanto il «Movimento 17 ottobre» cambia le carte in tavola

In Italia cresce la tensione per un altro weekend di proteste. I commercianti si sono organizzati barricando le vetrine, mentre le autorità sono scese in campo con un grande dispiegamento di forze dell'ordine, militari compresi. Il timore è che possano ripetersi gli scontri e le devastazioni dello scorso fine settimana.
Nel frattempo, però, il neonato «Movimento 17 ottobre», protagonista di quanto successo a Milano sette giorni fa, ha cambiato le carte in tavola, annunciando sui propri canali social che «le piazze comunicate per oggi sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli, ma non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo». In pratica: «Alle 14:30 in punto in ogni città verranno comunicati tre concentramenti; un'ora più tardi la 'destinazione finale'». Gli attivisti hanno poi aggiunto che «non ci hanno fermato le leggi, non ci fermeranno i blindati».
Una mossa che rischia di complicare il lavoro di chi deve prevenire possibili disordini. Anche per questo le questure italiane, oltre a presidiare i luoghi fisici, monitorano attentamente il web.
Le conseguenze degli scontri di Milano e il susseguirsi degli appelli social per la giornata odierna preoccupano tutte le città italiane, comprese quelle a ridosso del confine con il Ticino.
A Ticinonews, il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli, ha parlato delle rassicurazioni ricevute dalle forze dell’ordine. Il sindaco Alessandro Rapinese, da noi interpellato nei giorni scorsi, ha invece preferito non rilasciare dichiarazioni dettagliate, limitandosi a una brevissima presa di posizione: «Siamo in contatto diretto con Questura e Prefettura. Stiamo lavorando come un sol uomo».
Ricordiamo infine che, in relazione ai disordini avvenuti a Milano lo scorso fine settimana, sono stati fermati almeno due giovani ticinesi di 17 e 18 anni, entrambi accusati di devastazione e saccheggio.
