Crescita dell'IA e trasformazione dell'economia, «dobbiamo agire subito»

L’IA potrebbe diventare radicalmente più potente nei prossimi 10 anni. Ciò potrebbe determinare una trasformazione senza precedenti della nostra economia, più ampia della Rivoluzione Industriale, ma che si svolgerà in un arco di tempo notevolmente più breve. Potrebbe comportare dei rischi, tra cui la perdita di posti di lavoro su larga scala, ma anche opportunità, quali un significativo miglioramento del tenore di vita. È quanto evidenzia una dichiarazione intitolata «Dobbiamo agire subito» - firmata da oltre duecento economisti e leader del settore tecnologico - che mette in guardia dalle conseguenze dell'intelligenza artificiale. «Occorre muoversi immediatamente per comprendere gli aspetti economici dell’IA trasformativa e per creare gli incentivi, i meccanismi di controllo e le istituzioni necessari a orientarla in una direzione che integri il lavoro umano e apporti benefici alla società», si legge nel documento.
Chi ha aderito
Tra i firmatari spiccano nomi noti quali Michael Spence della New York University, Daron Acemoglu del MIT e Diane Coyle della University of Cambridge. Anche la Svizzera è rappresentata con, ad esempio, David Yanagizawa-Drott e David Hémous dell’Università di Zurigo ed Elliott Ash dell’ETHZ.
Quale impatto
Ma l’intelligenza artificiale sta davvero provocando la soppressione di posti di lavoro? A tal proposito occorre essere cauti. Secondo il responsabile del dipartimento di ricerca sul mercato del lavoro presso il KOF Swiss Economic Institute, Michael Siegenthaler – interpellato dalla NZZ – alcuni lavori fortemente esposti all’IA «sono già sotto pressione». Tra questi si possono citare i settori della comunicazione e del marketing. Altri ambiti, come quello amministrativo, non sembrano invece subire una particolare pressione in tal senso.
