Svizzera

Criminalità in aumento in Svizzera, diminuisce il senso di sicurezza: «Ma non drammatizziamo»

Lo studio «Crime Survey 2025» della ZHAW e dell'Università di San Gallo rileva più vittime di reati rispetto al 2022 – Il 38% giudica insufficiente la presenza della polizia nello spazio pubblico
©Chiara Zocchetti
Red. Online
15.10.2026 06:00

La criminalità in Svizzera è aumentata dal 2022 al 2025, sia secondo le statistiche di polizia, sia per quanto riguarda i casi non denunciati. La crescita è particolarmente evidente nei reati contro il patrimonio e nelle frodi, mentre nel contempo sempre meno persone si sentono al sicuro. È questo il quadro che emerge da una ricerca pubblicata dalla ZHAW, la Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo, e dall’Università di San Gallo (HSG).

Stando alla ricerca intitolata «Crime Survey 2025» - pubblicata nella notte - sono sempre più numerose le persone che subiscono reati. Per quasi tutti i delitti esaminati, un numero maggiore di interpellati riferisce di essere stato vittima rispetto all’ultimo rilevamento del 2022. L’incremento più evidente riguarda la truffa: sull’arco di un anno ne è stato colpito il 15,9% degli intervistati, contro l’8,4% del 2022. Allo stesso tempo, i tassi di denuncia sono rimasti pressoché invariati. «Ciò significa che l’aumento della criminalità registrata non è attribuibile in primo luogo a una maggiore propensione a sporgere denuncia », afferma Dirk Baier, co-responsabile del progetto Crime Survey e professore della Scuola universitaria professionale di scienze applicate zurighese. Alla tendenza generale fanno eccezione i reati di violenza sessuale, per i quali non è emersa una progressione del tasso di vittime.

Nel frattempo cresce l’insicurezza di fronte al crimine. L’83,1% del campione - sono state interrogate online 13.500 persone di età compresa tra 16 e 80 anni con residenza in tutta la Svizzera - si sente abbastanza o molto sicuro al calar della notte nella propria zona di residenza, una quota in calo rispetto all’87,6% del 2022.

Allo stesso tempo è aumentata la percentuale di persone che negli ultimi dodici mesi hanno avuto concretamente paura di diventare vittime di un reato per strada. Inoltre più intervistati giudicano insufficiente la presenza della polizia nello spazio pubblico: il 37,9% contro il 28,9% del 2022. La fiducia nelle forze dell’ordine, sottolineano gli autori dello studio, resta comunque elevata.

I ricercatori non considerano complessivamente drammatico il peggioramento del senso di sicurezza e della paura della delinquenza. «Dobbiamo prendere sul serio questa evoluzione, senza drammatizzarla: malgrado il calo del senso di sicurezza, la popolazione continua a percepire la Svizzera come un Paese sicuro », afferma Nora Markwalder, co-direttrice del progetto e professoressa all’Università di San Gallo.

Un rapporto supplementare esamina la violenza in ambito domestico. Nel complesso, la quota di persone che nell’arco di cinque anni ha subito almeno una forma di violenza domestica non è cambiata in modo significativo rispetto al 2022. Le donne restano nettamente più colpite degli uomini: il 5,4% delle donne e il 2,2% degli uomini riferiscono esperienze di questo tipo. Tra le singole forme di violenza esaminate, solo per i crimini d’odio in ambito domestico si registra un aumento statisticamente significativo rispetto al 2022.