Crisi, il Consiglio federale: «Il ricorso al diritto di necessità va motivato meglio»

Il ricorso al diritto di necessità in caso di crisi, come durante la pandemia di coronavirus, dev'essere motivato più dettagliatamente, al fine di rendere l'intera procedura più trasparente. È il parere del Consiglio federale, che ha incaricato oggi il Dipartimento di giustizia e polizia (DFGP) di avviare i lavori sulla base di un progetto di legge parlamentare.
Le basi costituzionali
Il ricorso al diritto di necessità, che il Consiglio federale emana fondandosi sugli articoli 184 e 185 della Costituzione federale, s'impone quando il diritto ordinario non è sufficiente. L'Esecutivo può farvi capo soltanto se la tutela degli interessi del Paese lo richiede, per far fronte a gravi turbamenti dell'ordine pubblico o se non può garantire in altro modo la sicurezza interna o esterna. Negli ultimi vent'anni, il Governo ha emanato in diverse occasioni ordinanze di necessità per gestire crisi imprevedibili. L'applicazione di un simile diritto implica un doppio trasferimento di potere, sottolinea una nota governativa odierna: dai Cantoni alla Confederazione e dal Parlamento al Consiglio federale. Per questo, l'obbligo dell'Esecutivo di motivare e giustificare le proprie misure diviene più stringente.
Il progetto parlamentare
Il Parlamento condivide la posizione del Consiglio federale e ha elaborato un progetto di legge nel quadro dell'iniziativa parlamentare del «senatore» Andrea Caroni (PLR/AR) allo scopo di introdurre nella legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA) l'obbligo del Consiglio federale di motivare l'emanazione di diritto di necessità. In futuro l'Esecutivo dovrà quindi spiegare perché intende emanare diritto di necessità in un determinato caso, esporre le ripercussioni di tale normativa sui diritti fondamentali dei cittadini e stabilire se è compatibile con il diritto di rango superiore. Il nuovo obbligo di motivare l'emanazione di diritto di necessità crea maggiore trasparenza per il pubblico, senza che il Consiglio federale perda la propria capacità di agire in situazioni di crisi. Per questo, nel parere espresso oggi, il Governo accoglie la proposta del Parlamento di sancire tale obbligo nella legge.
Le eccezioni
Il Consiglio federale respinge tuttavia l'obbligo di motivare le misure adottate in virtù di una legge federale per gestire una crisi. Diverse norme federali prevedono esplicitamente che per gestire una crisi il Governo può adottare, in determinati ambiti, misure che derogano al diritto vigente. La legge sulle epidemie (LEp), ad esempio, consente al Consiglio federale di adottare le misure necessarie a combattere la comparsa e la propagazione di malattie trasmissibili. Il progetto di legge del Parlamento sull'obbligo di motivare l'emanazione di diritto di necessità prevede che l'Esecutivo fornisca una motivazione giuridica più dettagliata anche per le ordinanze di necessità basate su leggi federali emanate dal Parlamento. Il Consiglio federale respinge l'introduzione di tale obbligo nei casi citati, nei quali in passato il Legislativo ha consapevolmente concesso al Governo il margine di manovra necessario a contrastare le crisi: pertanto, non si ha alcun trasferimento di potere dal Parlamento all'Esecutivo e non occorre alcun ulteriore obbligo di motivazione.