Calcio

Cristiano Ronaldo riapre alla Nazionale: «Accetterò qualsiasi sanzione la Federazione deciderà»

L'attaccante 41.enne si è scusato con i tifosi per il suo comportamento - «Ma dopo aver scontato la mia squalifica sarò disponibile, come lo sono sempre stato, per competere e vincere con la nostra selezione»
Red. Online
06.10.2026 23:05

«Come promesso, ho deciso di raccontare, in prima persona e direttamente, le circostanze che hanno caratterizzato l'ultima fase del mio percorso con la Nazionale». Esordisce così Cristiano Ronaldo, in una lettera lunga cinque pagine, in cui fornisce la sua spiegazione di quanto accaduto di recente e le motivazioni che lo hanno spinto ad abbandonare il ritiro del Portogallo impegnato in questi giorni in Nations League. Nel suo racconto, CR7 parte dall'eliminazione patita dalla selezione lusitana agli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Sul volo di ritorno dal Nord America, il presidente della Federazione avrebbe convinto l'attaccante 41.enne a riconsiderare la sua decisione di lasciare la Nazionale, chiedendogli anche un parere su chi dovesse essere il nuovo c.t.

Il «piano»

Ronaldo ha quindi incontrato Jorge Jesus. «Mi disse che contava su di me e che la mia presenza era fondamentale per il suo progetto. Mi presentò subito un piano per la mia partecipazione (alla Nations Leage, ndr). Mi disse che avrei giocato la prima e l'ultima partita». A quel punto, «mi suggerì di non partire con la Nazionale per Norvegia e Danimarca». La proposta fatta, in sostanza, era che CR7 disputasse la prima gara e rimanesse in Portogallo, per ricongiungersi poi alla squadra prima del match dello stadio Dragão. «Rifiutai immediatamente la proposta. Mi sembrava ovvio che non potessi accettarla: quel privilegio di rimanere in Portogallo non sarebbe stato un buon esempio. Alla fine, l'allenatore si trovò d'accordo con la mia analisi».

Le prime crepe

Il Portogallo gioca e vince dunque la prima sfida in casa. I problemi iniziano però in Norvegia, il giorno del match tra lusitani e scandinavi. «L'allenatore mi ha chiesto se fossi disponibile a giocare 30 minuti. Ero completamente concentrato sul mio recupero fisico e pensavo che quel giorno non sarei sceso in campo», si legge ancora nella missiva. In ogni caso «nessun problema, ovviamente ho detto di sì. Il resto è storia: mi sono scaldato a cominciare dall'intervallo, ho visto i minuti scorrere e non sono stato chiamato. Il tecnico aveva infranto la sua promessa». Al termine della partita, «volevo solo che tutto finisse con una vittoria e stare da solo. Non sono andato a salutare i tifosi. Un errore che è solo una mia responsabilità e che non sarebbe dovuto accadere. Chiedo scusa al popolo portoghese, il quale ci ha sostenuto intensamente lì, ai tifosi e a coloro che, pur non essendo portoghesi, potrebbero essere venuti a vedermi e che potrei aver deluso».

Il tentativo di chiarimento

48 ore dopo, Ronaldo e Jesus stabiliscono insieme come chiarire la vicenda. In pratica, il selezionatore avrebbe dovuto dichiarare in conferenza stampa quello che i due si sono detti in privato il giorno prima. «È stato redatto un breve documento, che ho personalmente convalidato. La conferenza si è svolta come previsto, ma ho percepito espressioni e aggressività che ritengo ingiustificate, un atteggiamento del tipo: “Voglio, posso e comando”, che non mi aveva mostrato nemmeno lontanamente, in privato, il giorno prima». A quel punto «decisi di lasciare il ritiro senza aspettare un’altra promessa non mantenuta».

L'apertura

Adesso - conclude Ronaldo - «chiedo scusa ancora una volta al popolo portoghese, ma non aver mantenuto la parola data ha avuto un impatto determinante su di me. Ho capito che, da quel momento in poi, la mia presenza avrebbe solo danneggiato la squadra e ho fatto quello che ho sempre detto avrei fatto se non mi fossi sentito utile: ho preparato le valigie e me ne sono andato». Le conseguenze di queste azioni «devono essere valutate e sanzionate dalla Federazione calcistica portoghese. Credo che la punizione non debba essere attenuata; non sono un giocatore qualunque, sono il capitano della squadra e questo è un fattore aggravante». In ogni caso «se sarò in forma fisica, giocherò per il mio club e, si spera, segnerò gol, dopo aver scontato la mia squalifica sarò disponibile, come lo sono sempre stato, per competere e vincere con la nostra Nazionale».

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