Cuor di Leone XIV, il Papa che sfida i tiranni: «Manipolano la religione per i propri fini militari»

«Il mondo viene distrutto da una manciata di tiranni e sostenuto da miriadi di fratelli e sorelle solidali». Durante il suo viaggio in Africa, papa Leone XIV ha fatto tappa nel nord-ovest del Camerun, dove dal 2017 sono state uccise migliaia di persone. Un'occasione per soffermarsi sui conflitti nel mondo. «Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri fini militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nelle tenebre e nella sporcizia», ha detto Leone nella cattedrale di San Giuseppe nella città occidentale di Bamenda.
Di fronte all’orrore delle guerre il Pontefice ha lanciato il suo monito senza citare Paesi o politici specifici: «I signori della guerra fingono di non sapere che basta un istante per distruggere, ma che spesso un'intera vita non basta per ricostruire». Per la morte e la devastazione vengono «spesi miliardi di dollari», ha avvisato il capo della Chiesa cattolica: «Ignorano il fatto che miliardi di dollari vengono spesi in uccisioni e devastazioni, mentre le risorse necessarie per la guarigione, l'istruzione e la ricostruzione sono introvabili». Come detto, nessun leader mondiale è stato direttamente chiamato in causa, ma il rimando a un personaggio in particolare è palese: il presidente USA Donald Trump che, insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha scatenato una sanguinosa guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi giorni il Papa è stato infatti duramente criticato dal tycoon per i suoi ripetuti appelli alla pace. Il primo americano a capo di 1,4 miliardi di cattolici ha comunque fatto sapere che continuerà sulla sua strada, senza lasciarsi intimidire dalla Casa Bianca. «Non considero il mio ruolo quello di un politico. Non sono un politico e non voglio entrare in un dibattito con Trump», ha riferito il capo della Chiesa ai giornalisti, aggiungendo: «Continuo a esprimermi con fermezza contro la guerra, cercando di promuovere la pace, il dialogo e il multilateralismo tra gli Stati per trovare soluzioni ai problemi».
Il Camerun è per Leone XIV la seconda tappa, dopo l'Algeria, di un viaggio in Africa della durata di 11 giorni. Nelle prossime ore si recherà in Angola e in Guinea Equatoriale.
Leone XIV ha parlato a Bamenda, la terza città più grande del Camerun, situata nel nord-ovest del Paese dell'Africa occidentale. Ha elogiato gli sforzi congiunti di cristiani e musulmani a favore della pace. Nella regione, da quasi 10 anni infuria un sanguinoso conflitto tra il governo e i separatisti. Decine di migliaia di persone sono rimaste uccise, mentre centinaia di migliaia sono state sfollate. Le comunità religiose stanno cercando di mediare una tregua.
Il Pontefice ha definito la convivenza religiosa in Camuren un esempio per altre regioni del mondo. Più della metà dei 30 milioni di abitanti del Paese professa la fede cristiana, circa un quarto appartiene alla fede cattolica, mentre il 20% professa l’Islam.
Dal canto suo, il presidente USA è tornato sulle sue divergenze con Leone: «Ho il diritto di non essere d'accordo con il Papa. Non ho nulla da obiettare al fatto che il Papa possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo», ha dichiarato Trump, affermando che non c'è alcuna necessità di un incontro con il Pontefice. Il tycoon aveva attaccato il Papa definendolo «pessimo», «debole» e «pauroso». Un affronto di un leader americano a uno religioso con toni mai visti prima.
Nelle scorse ore pure il vicepresidente JD Vance ha lanciato frecciate a Leone per essersi espresso contro la guerra, dicendo di fatto al Papa di tenersi fuori dalla politica e di «occuparsi di questioni morali».
Mercoledì Trump, dopo aver criticato il Pontefice, ha pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un'immagine che lo ritraeva abbracciato da Gesù con la bandiera americana sullo sfondo. Qualche ora prima le dure proteste di molti suoi sostenitori lo avevavno spinto a cancellare un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo raffigurava come un Gesù Cristo intento a curare un malato. Una rappresentazione considerata da molti blasfema e inaccettabile.
La CNN evidenzia come le divergenze con il tycoon abbiano reso Leone il principale avversario internazionale di Trump, questo nonostante il Pontefice, noto per il suo stile mite e discreto, non abbia mai cercato alcuno scontro. Avendo trascorso gran parte della sua vita adulta nell'Ordine di Sant'Agostino, i cui frati e suore pronunciano voti di povertà, castità e obbedienza con particolare attenzione all'unità e alla comunità, le sue priorità sono l'unità e la costruzione di ponti. Il Papa ha dedicato gran parte del suo primo anno di pontificato all'ascolto, sottolineando l'importanza delle istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite e il rispetto del diritto internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, suo connazionale, invece mostra un totale disprezzo per le norme che dovrebbero regolare il mondo.
