Manifestazione

Cure a domicilio, 300 in piazza a Bellinzona contro i nuovi costi

Contestata la misura del Governo: «Non è colpa dei pazienti» - Appello al Gran Consiglio per stralciarla, critiche su costi e trasparenza
Red. Online
18.04.2026 17:31

Circa 300 persone si sono riunite questo pomeriggio in Piazza della Collegiata a Bellinzona per protestare contro la partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio. La misura di risparmio introdotta dal Governo, ricordiamo, prevede un contributo di 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno a carico dei pazienti. Il costo totale medio è stimato in circa 150 franchi, ma potrebbe arrivare fino a 450 franchi.

«Non è colpa dei pazienti»

Ad organizzare la manifestazione l’Alleanza per i diritti dei pazienti che ha distribuito ai presenti palloncini azzurri, dello stesso colore dello slogan che sventolava sui gradini davanti alla chiesa, dove si sono tenuti i discorsi: «Non è colpa dei pazienti, si sospenda ora la misura», il messaggio del manifesto.

Appello ai partiti in vista del voto

A prendere la parola per primo è stato Fabrizio Sirica, co-presidente del PS, che ha sottolineato il successo della petizione con 20mila firme e la forte mobilitazione contro il provvedimento. Sirica ha ricordato che lunedì il Gran Consiglio sarà chiamato a esprimersi sullo stralcio della misura, proposta dalla sinistra. Da qui l’appello a Centro, PLR e Lega – e ai loro presidenti – affinché si schierino contro il provvedimento.

Le testimonianze: «Le cure non sono un costo»

Tra gli interventi anche quello di Denise Carniel, paziente beneficiaria delle cure a domicilio e attivista per le persone con disabilità, che ha ribadito l’appello a sospendere la misura. Ha preso la parola anche Arianna Bettosini, infermiera indipendente a domicilio, che ha messo in guardia da una deriva del sistema: il rischio è che il rapporto tra infermiere e paziente si trasformi in una relazione economica. Entrambe hanno invitato il Gran Consiglio «ad avere il cuore di tornare indietro» e a stralciare la misura, sottolineando che le cure sono un valore da difendere.

«Decisione incomprensibile e controproducente»

Un operatore sociale ha definito il provvedimento «incomprensibile e inaccettabile», ricordando che le cure a domicilio rappresentano un bisogno fondamentale, non solo per l’assistenza sanitaria ma anche per l’inclusione e l’autodeterminazione dei pazienti. Secondo lui, la misura rischia inoltre di produrre l’effetto opposto, aumentando i costi complessivi della sanità.

Durisch: «Poca trasparenza dal Governo»

Critiche anche da Ivo Durisch (PS), firmatario dell’iniziativa urgente che sarà discussa lunedì in Gran Consiglio. Il deputato ha puntato il dito contro i metodi comunicativi del Governo, denunciando scarsa trasparenza: la misura è stata inserita si nel preventivo, ma senza cifre chiare fin dall’inizio e senza informazioni precise sulle modalità di applicazione.