Da Meta 27 miliardi sull'IA di Nebius, ma minaccia tagli del 20%

Meta continua la sua marcia sull'intelligenza artificiale per non perdere colpi rispetto alle rivali. Il colosso di Mark Zuckerberg pagherà 27 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per accedere all'infrastruttura dell'IA dell'olandese Nebius. L'annuncio arriva mentre la società valuta nuovi tagli alla sua forza lavoro. L'ipotesi è di una riduzione del 20% su un totale, alla fine di dicembre, di 79.000 dipendenti.
Il taglio maggiore
L'indiscrezione di Reuters, se confermata, rappresenterà il taglio maggiore dalla ristrutturazione avvenuta fra le fine del 2022 e gli inizi del 2023, l'anno dell'efficienza, così come lo aveva chiamato Zuckerberg. L'ipotesi spinge a Wall Street i titoli di Meta, che arriva a salire oltre il 2%, con gli investitori che vedono positivamente il nuovo investimento se accompagnato da una riduzione di altri costi. Secondo alcuni osservatori, la riduzione potrebbe essere solo l'inizio se la società inizierà a usare l'IA per sostituire il lavoro tradizionale dei suoi dipendenti.
L'impatto dell'IA
«Potrebbero essere molti di più se l'IA avrà un impatto effettivo sulla produttività dello staff», ha detto Barton Crockett, analista di Rosenblatt Securities a Reuters. Il dibattito sulla sostituzione dei lavoratori con l'intelligenza artificiale si è intensificato di recente, da quando Block di Jack Dorsey ha annunciato l'intenzione di licenziare quasi la metà della sua forza lavoro in seguito all'introduzione dell'IA.
L'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman ha cercato di calmare le acque mettendo in evidenza come molte aziende attribuiscono all'intelligenza artificiale la responsabilità di tagli che avrebbero in ogni caso effettuato.
Un approccio diffuso
I piani di taglio di Meta riflettono un approccio usato da molte società tecnologiche americane per placare i timori di azionisti e investitori sulle loro spese per l'intelligenza artificiale. Il balzo degli investimenti nella nuova tecnologia sta infatti innervosendo Wall Street e sollevando molti dubbi sulla sostenibilità del trend in atto.
Meta prevede di investire in centri data 600 miliardi di dollari entro il 2028, ai quali si aggiungono gli assegni multimiliardari per effettuare acquisizioni sempre nell'IA come quella di Moltbook e della startup cinese Manus. Solo nel 2026 Meta prevede 135 miliardi di investimenti nell'IA, il doppio dello scorso anno. Somme significative che stanno mettendo sotto pressione i titoli. Negli ultimi sei mesi infatti Meta è scivolata di circa il 20%, scendendo da 746 dollari per azione a circa 613 dollari alla metà di marzo.