Dai bikini ai selfie: ecco i divieti che possono costare caro in Italia

L'Italia continua a essere una delle mete turistiche più amate al mondo e, vista la vicinanza, è una destinazione molto frequentata anche da turisti svizzeri e ticinesi. Chi la visita deve però sapere che non tutto è permesso. In molte località sono infatti in vigore regolamenti che prevedono multe anche salate per chi non rispetta le norme di comportamento. Il quotidiano La Repubblica ha definito questa stagione «l'estate dei divieti», anche se molte delle ordinanze sono in realtà in vigore da anni. L'obiettivo è tutelare il patrimonio storico e ambientale, favorire la convivenza con i residenti e contrastare gli effetti dell'overtourism, un fenomeno sempre più diffuso nelle principali destinazioni turistiche.
Vietato passeggiare in costume fuori dalla spiaggia
Uno dei divieti più comuni riguarda l'abbigliamento. In numerose località balneari italiane è vietato passeggiare nel centro storico o lungo le vie cittadine indossando solo bikini, costume da bagno o a torso nudo.
Sul Lago di Como, ad esempio, il Comune di Varenna ha introdotto sanzioni fino a 200 euro per chi circola in costume lontano dalla spiaggia. A Gallipoli, in Puglia, il regolamento è ancora più severo e prevede multe fino a 500 euro per chi viola il decoro urbano. Il divieto si estende anche a parchi, giardini pubblici e mezzi di trasporto.
Selfie e soste vietati nei luoghi più affollati
Anche scattare una semplice foto può diventare un problema. A Portofino alcune aree sono state trasformate in «zone rosse», dove è vietato fermarsi troppo a lungo per evitare ingorghi causati dai turisti in cerca dello scatto perfetto. In particolare, è vietata la sosta tra piazza Martiri dell'Olivetta e il Molo Umberto I, così come nel tratto compreso tra i bagni pubblici del molo e il locale DaV Mare, nella fascia oraria tra le 10.30 e le 18 durante il periodo di maggiore affluenza.
Misure analoghe sono state introdotte anche in altre località italiane per garantire una migliore circolazione dei pedoni durante l'alta stagione.
Niente picnic sui monumenti
Mangiare seduti sui monumenti o nelle piazze storiche può costare una multa. È vietato consumare cibo sulla Scalinata di Trinità dei Monti a Roma, in Piazza San Marco a Venezia e in altri luoghi simbolo del Paese. Anche fare il bagno nella Fontana di Trevi resta severamente proibito. Lo scorso maggio una turista paraguaiana di 29 anni, che si è immersa nella celebre fontana e ha poi pubblicato il video sui social, è stata multata per 450 euro.
Queste norme servono a preservare il patrimonio artistico e a mantenere il decoro degli spazi pubblici.
Vietare anche l'ombra
Tra le ordinanze che hanno fatto più discutere quest'anno c'è quella adottata a Punta Molentis, una delle spiagge più suggestive della Sardegna. Dopo il devastante incendio che nel 2025 ha colpito l'area e le mareggiate che ne hanno alterato il delicato equilibrio ambientale, il Comune di Villasimius ha introdotto misure molto restrittive per limitare l'impatto dei bagnanti. La disposizione più contestata riguarda gli ombrelloni: possono essere utilizzati solo dalle famiglie con bambini sotto i 10 anni e dalle persone con più di 65 anni. Per tutti gli altri, l'ombrellone personale è vietato. Secondo l'amministrazione comunale, la misura è stata pensata per proteggere un ecosistema particolarmente fragile e ridurre la pressione antropica sulla spiaggia. La decisione ha però suscitato un acceso dibattito tra chi la considera una scelta necessaria per la tutela dell'ambiente e chi la ritiene un eccesso normativo.
Regole nate contro l'overtourism
Negli ultimi anni molte amministrazioni locali hanno introdotto ordinanze per gestire l'afflusso record di visitatori. Alcuni comuni hanno limitato le dimensioni dei gruppi turistici, altri hanno imposto regole più rigide per proteggere spiagge, centri storici e aree naturali. L'obiettivo non è scoraggiare il turismo, ma renderlo più sostenibile e compatibile con la vita quotidiana dei residenti. Le regole, tuttavia, cambiano da una città all'altra e ogni Comune può adottare ordinanze specifiche durante la stagione estiva. Per questo motivo è consigliabile informarsi prima della partenza, così da evitare spiacevoli sorprese e godersi la vacanza nel pieno rispetto delle norme locali.
