Como me gusta la Serie A

Dal Bar Milton una lezione per Gianni Infantino

Il Conte Giuliani indispettito dall'ennesima pausa per le nazionali: preferirebbe continuare a studiare il coinvolgimento di Baturina negli schemi di Fabregas
© AP/Spada
06.10.2025 16:45

Uno dei cavalli di battaglia del Conte Giuliani è l'abolizione delle pause per le nazionali. In particolare, il nostro se la prende per le interruzioni di settembre e ottobre. «È come se al ristorante, dopo l'antipasto, ti dicessero: per il risotto torna tra qualche ora». Il parallelismo non fa una grinza. Certo, il trasporto che ci mette il Conte forse è un po' eccessivo, e infatti il Fusi glielo fa notare in ogni singola occasione. «Sei un conte, comportati da conte», lo stuzzica. E poi argomenta. Per lui le nazionali non si toccano, non si devono toccare, devono anzi rimanere al centro di tutto. «Perché sono l'unico anello di congiunzione che ci è rimasto con il calcio dei nostri padri, con il calcio romantico», si illude.

Questa mattina, però, il Conte va oltre. Prende la lavagna del Bar Milton, quella con i prezzi del menù del giorno (oggi, a proposito, l'apprezzatissima pasta e fagioli del lunedì), e con la manica della felpa cancella tutto. «Ma che fai?», gli chiede il Fusi. «Sembri Maurizio Mosca!», gli va dietro il Panzeta. La Roberta, detta Robertina, «Ninin» per i frequentatori più attempati, nemmeno ci prova a redarguirlo. Non è la prima volta che succede. In tutti i casi, il Conte poi prende il gessetto e si mette a scrivere un calendario alternativo per il calcio internazionale. «Non è Mosca, è Infantino», si corregge sempre il Panzeta, ridendo sguaiato. Il Conte nemmeno ascolta.

Vi riporto qui il contenuto della sua improvvisazione, scandita per singole annate, partendo dal 2026.

2026: Mondiali A (Nord America) a 48 squadre (12 gironi da 4), Mondiali B (Nord Europa) a 48 squadre, Mondiali C (Australia) a 48 squadre; qualificazioni per area per le altre decine di squadre rimaste
2027: Mondiale per club
2028: Europei A (Regno Unito) a 24 squadre (retrocedono sei squadre), Europei B (Turchia) a 30 squadre, le rimanenti (verranno promosse sei squadre)

Poi gira la lavagna e continua. Giuro, tutto di pancia. Non sembra riflettere su ciò che scrive, ma è un affascinante fiume in piena.

2029: spareggi mondiali sulla base dei risultati del 2026, con le 8 peggiori quarte dei Mondiali A che sfidano le 8 squadre arrivate ai quarti dei Mondiali B, e via dicendo
2030: Mondiali
2031: Mondiale per club
2032: Europei
Eccetera

Siamo come incantati. Non sappiamo se questo delirio sia sensato fino in fondo, ma la convinzione del Conte ci ha pervasi. Persino il Fusi se ne sta zitto e contempla la lavagna, la gira e la rigira, da geometra la studia. Più che altro, sembra cercare un difetto, una falla. Poi l'illuminazione: «Ma quando si preparano?». Non l'avesse mai detto. Il Conte si inalbera: «Ma che cosa te ne frega di vederli preparare? Avrai un evento ogni due anni sentitissimo, senza di mezzo le inutili amichevoli, le Nations League, gli Andorra e i Lussemburgo«. «Vestire la maglia della nazionale diventerebbe un lusso per pochi, così, però», replica il Fusi, disperato. «Per i migliori, e stop». L'Antognoni non sa che cosa dire. Per lui esiste solo la Fiorentina, ma in questo momento, con questa classifica, tende al silenzio. E anche in questo caso si astiene dal commentare l'idea del Conte Giuliani.

Io sto con il Conte, per una volta. Anche perché in questo momento mi interessa capire quale direzione stia prendendo Fabregas. La titolarizzazione di Baturina mi ha incuriosito e stupito. Sin qui, non sembra nemmeno un suo giocatore, più che altro un corpo estraneo, un oggetto in via di definizione. I due sembrano studiarsi, con Nico Paz nel mezzo, chiamato a fare da possibile collante. Perché la soluzione passa, per forza, dalla convivenza dei due talenti, quello argentino e quello croato. L'investimento fatto dalla società, probabilmente per non farsi sorprendere da un'eventuale chiamata del Real Madrid, non può cadere nel vuoto. Il Como, nonostante tutto, non se lo può permettere. Non tanto per una questione economica, quanto di facciata. È stato l'acquisto principale, il fiore all'occhiello di una campagna da «big», o giù di lì. E deve essere tutelato. La partita con l'Atalanta non è stata esaltante, né sul piano individuale, né su quello collettivo.  

Però il focus, in questo momento della stagione, è sul Como, è sui club. Per dirne un'altra: dopo Juve-Milan di ieri, vogliamo vedere come quei due "film" andranno a finire. E le nazionali tolgono il ritmo, distolgono l'attenzione e rischiano persino di scombinare le carte, tra infortuni e viaggi intercontinentali. Insomma, stare con il Conte, per una volta, è un obbligo. Anche il Fusi, mentre la Robertina porta via la lavagna, ancora studia la proposta e prende appunti su un tovagliolo. E il Conte, infatti, sotto sotto, se la ride. È una sua vittoria, da prendere con le pinze, ma comunque una sua vittoria.

Como me gusta la Serie A, dialetto edition, sesta giornata

A caval dunaa se varda minga in buca: Maurizio Sarri
A lavurà la vita l'è düra, ma la pagnòta l'è sicüra: André-Frank Anguissa
Al m'ha menaa a mesa senza vedè al prevat (mi ha preso in giro): Matteo Cancellieri
Al ma fà gnè còlt gnè frech: Carlos Cuesta
Al ma fai vedè al sant e al miracul (mi ha mostrato come stanno le cose): Vincenzo Italiano
A la sera légur, a la matina pégur: Albert Gudmundsson
Cantà e purtà la crus: Bryan Cristante
I uur de la mattina gh'ànn l'oor in buca: Ange-Yoan Bonny
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Se la mia nona la ghera i roeut a l'era un tram: Marco Baroni

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