Opere

Dal Palco Urbano al dog park: i tanti progetti di Massagno

I mesi e l’anno a venire saranno decisivi per il futuro di diverse iniziative di valenza regionale che vedono al centro il Comune alle porte di Lugano – Spunta in particolare un’opera da 50 milioni per un impianto di teleriscaldamento di AIL
© CdT/Gabriele Putzu
Federico Storni
06.11.2026 21:47

Ci troviamo in una fase storica in cui Lugano, e altri Comuni del Distretto, stanno tirando il freno per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali. In questo contesto spicca invece per vivacità Massagno, che di carne al fuoco ne ha parecchia. In gran parte, oltretutto, per opere di valenza sovraregionale.

Una casa per la cultura

A permetterci di ricapitolare i temi che segneranno il futuro prossimo di Massagno è il Preventivo 2027, di cui abbiamo già riferito per quanto riguarda il prospettato aumento del moltiplicatore d’imposta di sette punti percentuali (si veda l’edizione del 31.10). Dal documento emerge infatti come il prossimo anno, e i mesi restanti di quello corrente, saranno decisivi per una serie di progetti che promettono di cambiare profondamente alcuni aspetti del Comune. A partire dal Palco Urbano, ovvero la riqualificazione a vocazione artistico-culturale che intende riqualificare l’ex palazzina delle aziende elettriche affacciata su via Motta a due passi dal LUX, e renderla accessibile alla popolazione. Nelle scorse settimane il Municipio ha presentato alle Commissioni edilizia e gestione lo stato di avanzamento del progetto e del preventivo e l’intenzione è di arrivare davanti al Legislativo in primavera con la richiesta di credito di costruzione. Allo stadio attuale si prospetta un investimento pari a 7,3 milioni di franchi.

Un ecocentro da ripensare

Si tratta al momento del progetto più maturo. Si è invece complicato l’iter per il rinnovo dell’ecocentro Ciusarella, ormai sottodimensionato rispetto alle necessità di Massagno. Al terreno si sono infatti interessate le AIL, che ipotizzano di realizzarvi un importante impianto di teleriscaldamento per un investimento a suo carico stimato nell’ordine dei 50 milioni di franchi. Sono dunque in corso le verifiche per far convivere le due opere. In ogni caso, sarà necessaria una sede provvisoria dell’ecocentro nei prossimi anni (appoggiarsi a Lugano sarebbe scomodo ed eccessivamente oneroso), ma la ricerca di un sito idoneo si è complicata: il Municipio pensava di averlo identificato in una zona sottostante a quello attuale, ma vi sarebbero problemi pianificatori, dunque il messaggio è stato ritirato.

Ricorsi da decidere

Come tutti gli Enti pubblici, anche Massagno deve occasionalmente fare i conti con i ricorsi. Il Comune attende a breve decisioni che potrebbero sbloccare importanti opere ferme da un po’. A partire dalla pianificazione per il Parco della trincea ferroviaria, ferma dal 2023: la decisione delTribunale amministrativo comunale è attesa entro fine anno. Per la stessa data, ma qui siamo agli auspici, Massagno spera arrivi una decisione sulla Porta Ovest, ovvero la riqualificazione delle bretelle autostradali di Lugano Nord, perché dai suoi sviluppi dipende la riqualificazione dell’area Cappella Due Mani. Un altro ricorso frena infine l’approvazione della variante sulla protezione dei beni culturali: a essere impugnata era stata la risoluzione del Consiglio comunale.

Strade: quo vadis?

Sembra invece essersi sbloccata la riqualificazione di via San Gottardo, frenata dallo stop deciso dal Legislativo alle opere di competenza di Massagno. Il progetto cantonale è stato suddiviso in due fasi per ovviare alla cosa e per limitare i disagi sul tratto. La pubblicazione dei piani dell’opera è prevista nella prima metà dell’anno prossimo.

Richiederà invece più lavoro l’auspicata chiusura al traffico di transito di via Selva e la conseguente valorizzazione del nucleo diGerso. Il Comune ha infatti dato incarico esterno, in collaborazione con il Cantone e Lugano, per analizzare la situazione viaria dell’intero comparto: «Le eventuali misure di riqualifica e moderazione del traffico dovranno infatti essere definite in coerenza con l’assetto complessivo della circolazione, tenendo conto delle esigenze dei residenti e della necessità di garantire la funzionalità della rete viaria dell’intero agglomerato. L’obiettivo del Municipio rimane quello di individuare una soluzione efficace e sostenibile per via Selva».

Cani e padroni di cani

Insomma, la chiusura al traffico della via, da tema locale, è diventato tema regionale. E lo stesso potrebbe capitare... al dog park. Dopo aver scartato varie opzioni, infatti, il Municipio ha trovato una possibile soluzione su un proprio terreno in via Guisan. Nel frattempo, però, Lugano ha segnalato la necessità di trovare una nuova sistemazione alla Società cinofila luganese che dovrà lasciare la sede di Manno e che potrebbe finire su un terreno della Croce Verde ai confini con Massagno; terreno già considerato da Massagno per il suo dog park. Alla luce di questo sviluppo, il progetto via Guisan è stato messo temporaneamente in pausa e si sta valutando se via siano gli estremi per imbastire un progetto condiviso.