Dalla Giordania un parziale «no» al controllo armi da parte della Svizzera

L'anno scorso la Giordania ha parzialmente negato a una delegazione elvetica il controllo delle armi esportate dalla Svizzera. Lo mostra un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), di cui la Radiotelevisione svizzerotedesca (SRF) ha riferito oggi.
I Paesi che importano armi svizzere non possono trasferirle ad altri Stati. La Confederazione può verificare sul posto, tramite le cosiddette Post-Shipment Verifications (PSV), se il materiale bellico si trovi ancora nel Paese destinatario. Solo allora si vede quanto seriamente lo Stato in questione assuma effettivamente i suoi obblighi, precisa la SECO nel rapporto. La SRF ha ottenuto il documento sulla base del principio di trasparenza e lo ha messo a disposizione dell'agenzia Keystone-ATS.
La Giordania non ha soddisfatto la PSV di inizio febbraio 2025. Per alcune armi, infatti, non è stato possibile effettuare alcuna verifica. Inoltre, di singole armi «non vi era alcuna traccia», come risulta dal rapporto. Di quali armi si tratti concretamente non emerge dal documento in parte oscurato.
Una parte del materiale bellico è stata tuttavia verificata senza problemi dalla delegazione elvetica. Le autorità giordane avrebbero offerto di contattare l'ambasciata svizzera nella capitale Amman una volta ritrovate le armi.
La SECO aveva approvato tra il 2014 e il 2019 l'esportazione verso la Giordania di mitragliette, pistole, silenziatori e fucili, come emerge ancora dal rapporto. L'export è avvenuto d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In future richieste di esportazione di materiale bellico da parte della Giordania, l'esito della PSV sarà incluso nella decisione, scrive la SECO.
Nessuna consegna alla Turchia
La SECO ha effettuato cinque missioni nel 2025. Oltre a Giordania, Macedonia del Nord, Islanda e Corea del Sud è stata controllata anche la Turchia. Lì l'accoglienza della delegazione svizzera per l'ispezione è stata «piuttosto fredda», si legge nel rapporto. Di conseguenza, le autorità turche non hanno potuto mostrare tutte le armi richieste.
La Turchia aveva sin dall'inizio indicato che alcune armi mancavano. La SECO ha valutato la verifica come «solo parzialmente soddisfatta», pertanto nuove esportazioni di materiale bellico verso destinatari statali in Turchia non sono attualmente autorizzabili. Nuove forniture di materiale bellico dalla Svizzera non sono comunque al momento consentite a causa della situazione nel Paese.
Dall'introduzione dei controlli oltre dieci anni fa, la Confederazione ha effettuato circa 70 verifiche in 42 Paesi, ha riportato SRF. Violazioni sono state riscontrate, tra le altre, nel caso di Ghana, Libano, Slovacchia e India.
Secondo le regole attuali, con l'eccezione di un gruppo di Paesi occidentali, tutti gli Stati devono garantire al momento dell'acquisto di armamenti che il materiale non venga trasferito senza autorizzazione della Svizzera e che accettino controlli sul posto.