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Daniele Piccaluga: «Ora è il momento di restare uniti»

Il coordinatore della Lega respinge il pessimismo: «Il movimento viene prima delle singole persone» – E sull’alleanza: «Per le Cantonali pronti a correre da soli»
© Gabriele Putzu
Giona Carcano
29.07.2026 21:15

«Sul piano umano, provo grande rincrescimento. Claudio Zali ha servito il Paese per 30 anni, prima in qualità di giudice del Tribunale penale cantonale e poi come politico. Le sue dimissioni sono un atto di responsabilità verso le istituzioni e verso la Lega». Prima di qualsiasi considerazione, il coordinatore del movimento Daniele Piccaluga tiene innanzitutto a ringraziare il «ministro» «per quanto fatto» in questi anni. La decisione di rinunciare alla carica, precisa ancora Piccaluga, contattato dal Corriere del Ticino, «è stata discussa e condivisa dal coordinamento durante la riunione di martedì sera. Ed è stata presa anche per il bene della Lega. Durante il faccia a faccia, ho trovato in Zali una persona consapevole della situazione».

La seconda premessa di Piccaluga, invece, riguarda un altro aspetto emerso con forza in questi giorni. «La Lega», ricorda, «condanna ogni genere di violenza. Sulle donne, sugli uomini, verbali, fisiche. Il movimento da sempre stigmatizza e combatte questi comportamenti».

La responsabilità

Sulle dimissioni di Zali arrivate dopo giorni e giorni di pressioni e speculazioni, il coordinatore è netto. «Non sono un’ammissione di colpa né il trofeo di chi coltiva una resa dei conti con la Lega e con il suo elettorato. Sono una scelta di responsabilità e, come tale, meritano rispetto. I principi devono valere sempre e per tutti, indipendentemente dal colore politico». Come tiene a far notare Piccaluga, quindi, «il passo indietro di Zali non è il passo indietro della Lega. La Lega viene prima dei singoli». Come dire: nonostante la fortissima tempesta che ha investito tutto il movimento, è necessario guardare avanti. «È il momento di rimanere uniti e di aprire alle nuove generazioni», ammette il coordinatore. «La Lega ha una visione del Ticino, dei problemi della gente, della sua base. Con il passo indietro di Zali, ora si aprono nuovi scenari». Piccaluga non vuole sentir parlare di danno di immagine. «Ripeto, questo è il momento di unirsi», sottolinea ancora. «La Lega continuerà il proprio lavoro nei Comuni e nelle istituzioni. Non è una poltrona né un singolo nome, ma una comunità politica radicata nel territorio e nella fiducia di migliaia di ticinesi. Guardare avanti non significa cancellare chi ha costruito, ma raccoglierne il testimone, valorizzare le competenze».

La difficoltà

Nonostante l’ottimismo di Piccaluga, è evidente che la Lega sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia. La Legislatura è stata un susseguirsi di polemiche incandescenti che hanno travolto il movimento in più di un’occasione. Fino all’apice, la rinuncia di Zali. Ed è anche per questo che l’Assemblea prevista per domani ad Arbedo rappresenta un appuntamento cruciale. «Sarà un momento importante, certo, in cui si potrà comunicare e parlarsi», conferma il coordinatore. «Ma oltre all’Assemblea, un’altra giornata significativa sarà il Primo Agosto. Potrò confrontarmi, sentire le ‘busecche’ della base leghista e dei cittadini. La Lega guarda oltre a ciò che è successo oggi, e da subito ci rimboccheremo le maniche per lavorare ai reali bisogni dei ticinesi. In questa fase si è detto di tutto e di più, ma non si è parlato mai dei problemi della gente».

Le questioni pratiche

All’orizzonte ci sono anche questioni ben più pratiche. Come la campagna per le Cantonali 2027. Un tema, questo, che verrà certamente affrontato domani. Con una certezza in più: l’UDC non tornerà indietro. E questo nonostante l’addio della «pietra d’inciampo», Zali. «L’alleanza con i cugini? Il tema non è se ci credo o meno. Io mi baso sui fatti. E i fatti dicono che i democentristi hanno detto di voler correre da soli». Parole, quindi, che sembrano escludere ogni possibilità di dialogo, perlomeno per le Cantonali. Per le Federali e per le Comunali, infatti, la questione è diversa. «Se qualcuno vorrà tematizzare la questione delle elezioni di aprile durante l’Assemblea, avrà tutta la libertà di farlo», sottolinea Piccaluga. «Ma noi siamo pronti a correre come Lega». Soli, quindi. Almeno a questo giro. 

L’attacco ai media

L’ultima questione sul tavolo è l’attacco, nel comunicato leghista, ai media. Citiamo: la scelta di Zali «è maturata anche in un clima di pressione politica e mediatica sproporzionata, alimentato da quel ricorrente odio antileghista che, quando il bersaglio è la Lega, trasforma con sorprendente rapidità il sospetto in verdetto e la richiesta di chiarimenti in una condanna anticipata: i fatti possono attendere, la sentenza evidentemente no». Facciamo però notare che anche il Mattino ha scaricato - non senza critiche - il «ministro». «Il Mattino è un giornale indipendente», chiarisce Piccaluga. «Io stesso sono stato criticato dalla testata. Ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione, anche per alimentare un sano confronto interno». 

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