Dazi amari, ma questa volta per Trump: «Ha abusato dei suoi poteri»

L'esito non era scontato, anche se dal punto di vista legale erano già stati sollevati molti dubbi sulle mosse di Donald Trump. Quest'oggi la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente ha abusato dei suoi poteri introducendo elevati dazi nei confronti di molti Paesi, Svizzera compresa, con sei voti a favore e tre contrari. La notizia è stata anticipata da Bloomberg.
La corte, di fatto, ha evidenziato come Trump abbia oltrepassato i suoi limiti di autorità invocando una legge federale applicabile solo in caso di emergenza nazionale (International Emergency Economic Powers Act, IEEPA) per imporre tariffe «reciproche» in tutto il mondo, nonché tasse mirate a combattere il traffico di fentanyl, specialmente proveniente da Messico e Cina.
Già con una precedente sentenza della Corte d'appello federale, era stato contestato al presidente USA di aver imposto dazi ingenti e arbitrari a decine di partner commerciali senza reali emergenze. Trump ha sfruttato la IEEPA per aumentare le entrate e fare pressione sui partner commerciali affinché negoziassero accordi favorevoli per gli Stati Uniti.
Nello specifico, dicono oggi i supremi giudici statunitensi, il «Governo USA ha interpretato la IEEPA come un atto che conferisce al presidente il potere di imporre unilateralmente tariffe illimitate e di modificarle a piacimento. Tale visione rappresenterebbe un'espansione trasformativa dell'autorità del presidente sulla politica tariffaria».
Secondo Bloomberg, i funzionari dell'Amministrazione Trump hanno sfruttato la IEEPA a loro piacimento come uno strumento in grado di conferire «un potere praticamente illimitato» per imporre i dazi o utilizzarli come una «leva per i negoziati». D'ora in avanti, si legge ancora su Bloomberg, «qualsiasi minaccia sui social media di imporre dazi a tarda notte suonerà un po' più vuota».
La IEEPA è stata approvata nel 1977 per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti dall'ex presidente Richard Nixon per affrontare la crisi della bilancia dei pagamenti in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods.
La legge non fa alcun riferimento esplicito ai dazi, competenza esclusiva del Congresso come le tasse e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe al presidente. Fattispecie questa, già evidenziata dalla Corte d'appello federale, la quale aveva sentenziato che la legge in questione «non menziona i dazi (o alcuno dei suoi sinonimi) né prevede garanzie procedurali che contengano chiari limiti al potere del presidente di imporre dazi».
Immediato il commento di Trump dopo la sentenza: è una «vergogna», ha detto il presidente USA citato dalla CNN.
L'UE: «Attendiamo chiarezza dagli USA sui dazi»
«Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l'amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle». Lo dichiara un portavoce della Commissione europea dopo la bocciatura dei dazi imposti dall'amministrazione di Trump da parte della Corte suprema.
