Deceduti sotto la valanga, nulla da fare per due persone

È stato un venerdì 13 nerissimo, quello di oggi, nel Bellinzonese e valli. Prima il fatto di sangue a Gnosca (vedi la pagina seguente) e poi la tragedia in montagna. Due persone sono morte oggi in Alta Leventina, in territorio di Airolo, tra il Pizzo Centrale ed il Pizzo Prevat, travolte da una valanga. In serata la Polizia cantonale ha comunicato che l’infortunio sulla neve è avvenuto attorno alle 14. I due, insieme a una terza persona, stavano effettuando un’escursione sugli sci quando - stando ad una prima ricostruzione e per cause che toccherà all’inchiesta stabilire - sono stati sorpresi dalla slavina. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Subito allertati dal compagno di cordata, i soccorritori della Rega e del Soccorso alpino svizzero sono prontamente intervenuti, ma per i due sciescursionisti non è stato possibile far altro che constatarne il decesso. L’identificazione formale dei malcapitati, hanno fatto sapere gli inquirenti, in serata era ancora in corso. Illesa, invece, la terza persona coinvolta nell’incidente che «non ha riportato ferite».
Due vette molto ambite
Il Pizzo Centrale è una delle mete escursionistiche più ambite dell’Alta Leventina. Come si legge online «segna il confine tra i cantoni Uri, Ticino e Grigioni. Arrivati in cima si gode di una vista spettacolare sulla montagna circostante». Vetta più alta del massiccio del Gottardo, si trova al centro di una serie di valli e conche. La cima, sottolineano i vari blog, presenta diversi itinerari: i più conosciuti sono, nella tarda primavera, quando apre la strada del Passo del San Gottardo oppure la «traversata dalla stazione degli impianti del Gemsstock. In inverno questa solitaria zona può offrire interessanti attraversate come la discesa su Airolo». Dal canto suo il Pizzo Prevat è considerato dagli appassionati «una bella guglia di ottima roccia» che è molto frequentata dagli arrampicatori. Sugli spigoli e sulle pareti hanno tracciato diversi itinerari.
Le condizioni in quota
Il servizio dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe segnalava, per la giornata di oggi, pericolo «marcato» (grado 3 su 5) per tutto l’arco alpino, «con grandi quantità di neve fresca e ventata», depositata negli ultimi giorni su un «debole manto di neve vecchia». Condizioni che, a detta del servizio, richiedevano «molta esperienza nella valutazione del pericolo» e la «massima cautela», in quanto un «singolo appassionato di sport invernali può in molti punti provocare il distacco di valanghe». Toccherà all’inchiesta stabilire cosa ha provocato il distacco della valanga.
