Lugano

Demolizione dell'ex fabbrica di cioccolato in via Besso, la STAN fa ricorso

La Società ticinese per l'arte e la natura contesta la scelta di mettere sotto protezione come bene di interesse locale solo lo stabile «ex-Veladini», tralasciando gli altri
Red. Online
20.05.2026 13:31

La Società ticinese per l'arte e la natura – STAN – ha inoltrato ricorso contro la concessione della licenza edilizia per demolire gli stabili industriali in via Besso 44. Stabili che furono edificati nel 1895 per la fabbrica del cioccolato della «Compagnie Suisse pour la fabrication des Chocolats et Cacao, e ampliati poi con l’edificazione della palazzina per gli uffici dell’amministrazione della fabbrica affacciata su via Besso e un nuovo fabbricato per la produzione (l’attuale stabile protetto «ex Veladini»). 

Le ragioni della STAN

Nel suo ricorso, la STAN ha evidenziato la stretta correlazione tra lo stabile «ex Veladini» e gli edifici esistenti sul mappale; questi ultimi sono in parte più antichi e ospitarono il primo insediamento industriale per la fabbrica del cioccolato. Pertanto «non si comprende la scelta di mettere sotto protezione come bene di interesse locale solo lo stabile "ex-Veladini", tralasciando gli altri, e in particolare la palazzina dell’architetto Paolito Somazzi per l’Amministrazione della fabbrica, caratterizzata da una elegante architettura Liberty». Si tratta di un unico insediamento industriale cresciuto organicamente «e dunque di un’unica area industriale dismessa, che sarebbe dunque raccomandabile conservare per intero, tramite una rifunzionalizzazione degli stabili».

Il «compromesso» proposto

Le scelte urbanistiche di conservazione o riconfigurazione dell’edificato - si legge ancora - «andrebbero peraltro sempre fatte come minimo alla scala dell’isolato, considerato come perimetro urbano, e non alla scala del singolo mappale». La STAN ci tiene inoltre a sottolineare che per andare incontro alle esigenze dei promotori aveva acconsentito a un progetto di «compromesso» prevedente la conservazione della sola palazzina dell’amministrazione della fabbrica del cioccolato dell’architetto Paolito Somazzi, e avrebbe rinunciato in tal caso a mantenere l’opposizione per la demolizione dei restanti stabili del 1895. La istante progettista dopo qualche mese ritirò però questa proposta, «motivo per cui alla STAN non è restata che l’opzione di contestare integralmente il progetto».