Deragliamento al San Gottardo, l'Europa inasprisce le norme

Le autorità europee e l'industria intensificheranno i controlli di sicurezza per i treni merci a seguito dell'incidente avvenuto nella galleria di base del San Gottardo nell'agosto del 2023. Le nuove norme seguono un'iniziativa svizzera. «Questo dimostra che anche noi, come Svizzera, possiamo stabilire standard a livello europeo», ha dichiarato questa sera Christa Hostettler, direttrice dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), al telegiornale dell'emittente svizzerotedesca SRF.
I vagoni merci saranno ora ispezionati ogni 50.000-300.000 chilometri, a seconda del tipo di ruote. In precedenza, l'intervallo era di 660.000 km.
Hostettler ha annunciato che Berna adotterà le nuove norme, contenute nel quinto rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA) sul deragliamento nel San Gottardo, pubblicato la settimana scorsa. Tuttavia, si aspetta che l'industria implementi le modifiche immediatamente e non solo a partire dal 2028 come previsto.
Sollecitato da Keystone-ATS, l'UFT ha fatto sapere che è attualmente impegnato a chiarire come rendere tali prescrizioni vincolanti in Svizzera. Stando all'ufficio federale, le norme sono delle raccomandazioni e la loro attuazione «spetta alle autorità di vigilanza dei singoli Paesi».
I nuovi standard continentali sono il risultato delle pressioni esercitate dalla Confederazione, riferisce la SRF. Dopo l'incidente di tre anni fa, causato dalla rottura di una ruota, la Svizzera, tramite l'UFT, era stata l'unica nazione a emanare regolamenti più severi.
Malgrado queste prescrizioni aggiornate siano attualmente bloccate dalla giustizia dopo i ricorsi presentati dalle associazioni di categoria, la Svizzera ha fatto valere la propria posizione, ha detto Hostettler. «La nostra perseveranza ha dato i suoi frutti», ha aggiunto la direttrice dell'UFT, entrata in carica il 1. agosto 2024.
L'Associazione svizzera dei proprietari di binari di raccordo e carri privati (VAP) ha accolto favorevolmente l'accordo raggiunto. Le nuove regole sono state definite «una buona soluzione» dal presidente e consigliere agli Stati Josef Dittli (PLR/UR). La VAP ha sempre privilegiato la strada europea, ritenendo che non fosse «una buona idea» per la Svizzera agire da sola.
L'incidente dell'agosto 2023 ha avuto pesanti ripercussioni. I danni sono ammontati a 150 milioni di franchi, mentre il tunnel è tornato pienamente operativo oltre un anno dopo.