Diritti umani, servono più garanzie

Il CF avvia una consultazione per migliorare il funzionamento della Corte europea e della CEDU
Red. Online
13.08.2014 11:41

BERNA - Bisogna garantire e migliorare il funzionamento della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU). Per raggiungere questo scopo, il Consiglio federale ha avviato oggi la consultazione sulla ratifica del Protocollo n. 15 sulla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). La scadenza è il 13 novembre.

Alla fine del preambolo del testo - si legge in un comunicato governativo odierno - viene menzionato espressamente il principio di sussidiarietà. L'applicazione della CEDU compete in primo luogo agli Stati, mentre la Corte EDU interviene soltanto in ultima istanza, tutelando le persone i cui diritti non sono stati riconosciuti sul piano nazionale.

Altri punti riguardando l'organizzazione e la procedura della Corte: il termine per adire il tribunale è ridotto ad esempio da sei a quattro mesi dalla data della decisione interna definitiva. I candidati alla funzione di giudice dovranno avere meno di 65 anni, ma è soppresso il limite di 70 anni per l'esercizio della funzione. La Corte può inoltre dichiarare irricevibile un ricorso in assenza di pregiudizio significativo anche se la causa non è stata esaminata da un tribunale nazionale.

Il Protocollo è stato ratificato da sei Stati e firmato da altri 29. Il testo è da inserirsi negli sforzi compiuti negli ultimi anni per migliorare il funzionamento della Corte EDU, oberata di ricorsi, continua la nota.

Il Consiglio federale intende invece aspettare a ratificare il Protocollo n. 16, che estende la competenza della Corte abilitandola a stilare pareri consultivi. A suo avviso, non è infatti chiaro quali effetti questo punto avrà sulla mole di lavoro della Corte.

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