Diritto di manifestare, «La polizia usa sistemi di videosorveglianza per monitorare i cittadini?»

Uso dei sistemi di sorveglianza, gestione delle manifestazioni e rispetto dei diritti fondamentali. Sono questi i temi al centro di un’interpellanza presentata dai deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini al Governo.
Pedinamenti alla manifestazione pacifica del 7 marzo
L’atto parlamentare prende spunto da una manifestazione pacifica organizzata il 7 marzo scorso in Piazza Manzoni a Lugano dal collettivo Gaza Action. Secondo quanto riferito in un comunicato del gruppo, durante l’evento due partecipanti sarebbero stati aggrediti da un passante senza che gli agenti presenti intervenissero. Al termine della manifestazione, inoltre, alcuni partecipanti sarebbero stati oggetto di controlli e pedinamenti mirati da parte di agenti di polizia. «Ancora prima di ammettere di star seguendo le persone, gli agenti chiedevano provocatoriamente «perché non chiedete l’autorizzazione per manifestare?», si legge nel comunicato di Gaza Action, riportato nell'atto parlamentare. «Quando interrogati sull’ambiguità di questi fermi selettivi, le forze dell’ordine hanno negato di star «controllando le telecamere tutto il giorno» liquidando il tutto come «semplici controlli». Solo timidamente, sotto pressione, hanno ammesso che non era un caso essere lì confermando un pedinamento deliberato […]».
L'uso del sistema di sorveglianza cittadino
Per l'MPS l'aspetto più preoccupante risiede nella presunta ammissione da parte degli agenti di aver utilizzato il sistema di videosorveglianza cittadino per identificare e, successivamente, rintracciare i partecipanti. Una pratica che potrebbe configurare una forma di «videosorveglianza osservativa» non autorizzata per i Comuni e che solleva questioni fondamentali di principio e di legalità riguardo alla libertà di espressione e di riunione garantite dalla Costituzione federale. »L'uso di sistemi di sorveglianza per monitorare cittadini che esercitano un diritto costituzionale, seguito da pedinamenti e fermi basati su motivazioni pretestuose, configura un'azione che può essere percepita come intimidatoria e una volontà di criminalizzazione del dissenso pacifico«, sottolinea l'MPS.
Le osservazioni dell'Incaricato cantonale per la protezione dei dati
Il movimento cita anche precedenti osservazioni di Giordano Costa, Incaricato cantonale per la protezione dei dati, sull’uso delle telecamere a Lugano. Durante la trasmissione di Patti Chiari del 22 settembre 2023 ha dichiarato: «Sugli schermi della sala operativa di videosorveglianza della polizia comunale [di Lugano], tra le varie schermate che si sono viste c’erano non soltanto quelle relative al traffico, per le quali è permesso avere una videosorveglianza osservativo-repressiva, ma anche sulle persone per le quali è proibito secondo il regolamento comunale e secondo la futura legge cantonale avere una videosorveglianza osservativa. Già solo quella osservativa, e non parlo di quella invasiva. Già lì ho notato un problema di uso». L'MPS osserva infine che sul sito della città di Lugano è possibile accedere a sette webcam posizionate in altrettante zone, che sollevano parecchi interrogativi dal punto di vista legale.
Le domande al Governo
1. Il Consiglio di Stato era a conoscenza dei fatti descritti nel comunicato del 10 marzo 2026?
2. Corrisponde al vero che la Polizia cantonale (o comunale) non è intervenuta durante l'aggressione ai danni di due manifestanti descritta, pur essendo presente sul luogo? Se sì, per quali ragioni?
3. È stata aperta un'inchiesta (penale o amministrativa) per accertare le responsabilità relative al mancato intervento degli agenti durante l'aggressione? Se sì, a che punto è? Se no, per quale motivo?
4. Ammesso che la manifestazione non fosse autorizzata, questo giustifica legalmente il pedinamento e il fermo selettivo di partecipanti a posteriori, in assenza di reati o pericoli concreti per persone o beni?
5. Il Consiglio di Stato conferma che agenti di polizia hanno fermato dei partecipanti dopo la manifestazione?
6. Nel caso in cui la manifestazione non fosse autorizzata, questo giustifica legalmente il pedinamento e il fermo selettivo di partecipanti a posteriori, in assenza di reati o pericoli concreti per l'ordine pubblico?
7. Quante persone sono state controllate, dove (via, piazza, ecc.) e sulla base di quale pretesto?
8. La manifestazione pacifica del 7 marzo 2026 è stata osservata in tempo reale e in chiaro tramite videosorveglianza osservativa da parte della polizia comunale di Lugano?
9. Nel 2023 l’Incaricato cantonale per la protezione dei dati ha rilevato un «problema di uso» della videosorveglianza a Lugano. Quali misure correttive concrete sono state richieste alla Polizia di Lugano e quali sono state effettivamente implementate? È stata effettuata una verifica successiva?
10. Le webcam accessibili pubblicamente sul sito della Città di Lugano, in particolare quelle che inquadrano spazi pubblici come Piazza Riforma o lo Skatepark, sono state oggetto di una valutazione di conformità da parte dell'Incaricato cantonale per la protezione dei dati?
11. Il Consiglio di Stato ritiene l’utilizzo 7 webcam live 24/24 che riprendono anche spazi pubblici e di interesse pubblico conforme all’attuale legislazione in materia di videosorveglianza e protezione dei dati? Intende intervenire per verificare la conformità alla legge di queste videocamere?
12. Qual è lo scopo dichiarato di queste webcam? Se lo scopo è turistico o informativo, come si garantisce che le immagini non vengano utilizzate per altri fini (ad es. sorveglianza) e che la privacy delle persone riconoscibili sia tutelata?
13. Cosa intende fare il Consiglio di Stato per verificare che l’utilizzo della videosorveglianza nella città di Lugano, e anche in tutti gli altri comuni, avvenga conformemente alle disposizioni legali?
14. Le registrazioni della videosorveglianza del 7 marzo 2026 sono state conservate? Se sì, per quale scopo e per quanto tempo verranno mantenute, in conformità con la Legge cantonale sulla protezione dei dati (LPDP) e qualsiasi altra legge applicabile?
15. Il Consiglio di Stato può confermare o smentire se, oltre al caso del 7 marzo 2026, la polizia di Lugano (o altre polizie comunali) abbia utilizzato la videosorveglianza osservativa per monitorare altre manifestazioni pacifiche negli ultimi 5 anni?
16. Quali misure intende adottare il Consiglio di Stato per garantire che il diritto di manifestare pacificamente sia protetto e che le azioni di polizia siano sempre improntate al rispetto dei principi di legalità, proporzionalità e trasparenza, evitando ogni forma di intimidazione verso chi esercita i propri diritti costituzionali?
17. Il Consiglio di Stato condivide la preoccupazione che l'operato della polizia, così come descritto, possa essere percepito come un atto intimidatorio volto a scoraggiare la partecipazione a future manifestazioni?
18. Quali direttive specifiche esistono per la formazione degli agenti di polizia riguardo alla gestione delle manifestazioni (autorizzate e non) e all'uso proporzionato degli strumenti di sorveglianza nel rispetto dei diritti fondamentali?
