Disoccupazione a Lugano «su» dell'11% rispetto allo scorso trimestre

Al 31 dicembre 2025, il numero di disoccupati registrati a Lugano era pari a 828, in aumento dell’11.3% rispetto al trimestre precedente, ma in diminuzione dello 0.2% rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è stato del 2%, rimanendo invariato rispetto a fine 2024. È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dal Servizio Statistica Urbana della Città. Nel confronto con il contesto cantonale e nazionale, Lugano ha mostrato un tasso di disoccupazione inferiore: a fine 2025, esso era infatti del 3.2% nel Canton Ticino e del 3.1% in Svizzera.
I dati nel dettaglio
Vi sono variazioni diverse in base al genere: il tasso di disoccupazione maschile era pari al 2.2% (-0.2% rispetto all’anno precedente), quello femminile all’1.8% (+0.2%). Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si è invece attestato all’1%, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente.
Le nazionalità
In base alla nazionalità dei disoccupati, il 58.5% sono stranieri e il 41.5% svizzeri. La variazione trimestrale è stata maggiore per gli stranieri (+21.9%), i quali risultano maggiormente impiegati nei lavori stagionali estivi. Allo stesso tempo la variazione trimestrale per gli svizzeri risulta in diminuzione (–0.9%). Anche su base annua si confermano le due tendenze divergenti: +6.6% per gli stranieri e –8.5% per gli svizzeri.
Le fasce di età
A livello anagrafico, la maggior parte dei disoccupati (110) si contano nella fascia 30-34. Rispetto al terzo trimestre 2025, la disoccupazione è aumentata particolarmente tra gli ultra-sessantaquattrenni e nelle fasce 25-29 (+26.3%) e 55-59 (+20.5%), mentre è diminuita nelle classi 15-19 (–18.2%) e 50-54 (–2.2%). Rispetto al quarto trimestre 2024, invece, l’aumento è stato più incisivo tra gli ultra-sessantaquattrenni (+33.3%) e per le fasce 20-24 (+12.2%) e 15-19 (+11.1%), mentre le diminuzioni più significative si sono registrate nelle classi 50-54 (–17.2%), 55-59 (–8%) e 30-34 (–3.6%).
I settori
In relazione alla professione, il numero di disoccupati maggiore si constata nel personale attivo nelle professioni intellettuali e scientifiche, quindi tra le attività commerciali e servizi, il personale d’ufficio, i dirigenti, le professioni non qualificate, le professioni tecniche intermedie, gli artigiani e gli operai specializzati, gli addetti di impianti e macchinari e montaggio, e gli addetti all’agricoltura, alle foreste e alla pesca. Rispetto al terzo trimestre 2025, sono aumentati particolarmente i disoccupati attivi come artigiani e operai specializzati (+58.1%), gli addetti di impianti, macchinari e montaggio (+33.6%) e il personale attivo nel settore primario (+33.3%). e.
