Disordini a Zurigo, i responsabili non pagheranno i danni

I responsabili dei violenti disordini scoppiati durante il fine settimana a Zurigo non riceveranno la fattura per i danni materiali e i costi dell'imponente dispositivo di polizia. Nonostante la popolazione zurighese abbia approvato l'iniziativa "Anti-Chaoten" - che prevede l'addebito delle spese di sicurezza e dei danni a manifestanti violenti e organizzatori -, la norma non può essere applicata: l'attuazione resta infatti congelata a Losanna in attesa del verdetto del Tribunale federale, che a gennaio ha concesso l'effetto sospensivo al ricorso inoltrato dai Giuristi e giuriste democratici (DJS), preoccupati per la tenuta del diritto di manifestare.
Durante la notte tra sabato e domenica, centinaia di facinorosi con maschere di Halloween si sono radunati per un corteo non autorizzato nel centro della città sulla Limmat: gli scontri hanno visto il lancio di petardi, pietre e bottiglie contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma, barricate in fiamme e il fermo di due persone da parte della polizia cantonale, oltre a 18 allontanamenti.
La serata zurighese si inserisce in un quadro di tensioni che ha toccato anche Berna, Basilea e Friburgo, a cui si sono sommati disordini per i festeggiamenti di Halloween e per il derby di hockey tra Kloten e ZSC Lions.
La guerriglia urbana ha scatenato una dura bufera politica in seno al Gran Consiglio zurighese. La frazione dell'UDC ha attaccato frontalmente il Municipio e la municipale responsabile del Dicastero della sicurezza Karin Rykart (Verdi), definendo gli eventi "un attacco frontale allo Stato di diritto". I democentristi contestano alla polizia comunale di non aver effettuato arresti diretti durante la notte di disordini e chiedono di valutare l'inserimento della polizia cittadina in quella cantonale per garantire una linea d'intervento unitaria e severa.
Mentre le sezioni giovanili dei partiti borghesi (Giovani UDC e Giovani PLR) chiedevano a gran voce alla sinistra di prendere le distanze dalle violenze, una condanna unanime è giunta dai vertici del Partito socialista e dei Verdi di Zurigo. Gli esponenti ecologisti e socialisti hanno denunciato l'operato di gruppi violenti che strumentalizzano le rivendicazioni delle manifestazioni giovanili in Europa al solo scopo di provocare distruzione e scontri, ribadendo che nella città sulla Limmat non vi può essere spazio per simili atti vandalici.