Docente arrestato nel Bellinzonese per presunti atti sessuali con fanciulli

Un procedimento penale è stato aperto nei confronti di un docente 37enne svizzero attivo in una scuola media del Bellinzonese. Lo comunicano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale in una nota, precisando che gli accertamenti, attualmente ancora nella fase iniziale, riguardano presunti reati nella sfera intima di alcune allieve minorenni. L’ipotesi di reato principale formulata nei confronti dell’uomo è quella di atti sessuali con fanciulli. Secondo nostre informazioni, a essere coinvolta è la scuola media di Giubiasco.
Arresto confermato
Al termine dei primi interrogatori, avvenuti lo scorso 17 marzo, è stato disposto l’arresto del docente. La misura restrittiva della libertà è stata successivamente confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Gli approfondimenti sono in corso.
La segnalazione partita dai servizi del DECS
In una nota, il Consiglio di Stato informa di aver ricevuto dalla Procura la notifica dell'apertura del procedimento. Gli accertamenti penali, si legge, «hanno avuto avvio a metà marzo 2026 a seguito di una segnalazione al Ministero pubblico effettuata dai servizi del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) appena ricevuta una segnalazione di possibili comportamenti di rilevanza penale da parte di un docente nei confronti di una persona minorenne».
Docente sospeso e inchiesta disciplinare nei suoi confronti
Nelle scorse settimane il docente non è più stato attivo nella scuola, precisa ancora il Governo. «Alla luce dell'apertura del procedimento penale e della gravità dei presunti reati, il Consiglio di Stato ha sospeso con effetto immediato il docente interessato e ha avviato un'inchiesta disciplinare nei suoi confronti.
Docenti e famiglie informate
Docenti e famiglie della comunità scolastica coinvolta sono stati informati oggi dalla Direzione di istituto e dalla Sezione dell’insegnamento medio, che rimangono a disposizione di famiglie, allieve e allievi unitamente a docenti di classe, capogruppo del sostegno e docenti di sostegno. In attesa degli esiti della procedura penale e della sentenza che delineerà le effettive responsabilità della persona indagata, il Consiglio di Stato e il DECS esprimono vicinanza e sostegno a tutte le persone toccate da questi avvenimenti e ribadiscono che «comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica delle persone, in particolare delle e dei minorenni, non sono tollerati».
