Giubiasco

Docente arrestato per abusi: «Per anni segnali ignorati, va rafforzata la prevenzione»

I deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini interrogano il Governo sul caso del docente di Giubiasco, che avrebbe agito «indisturbato» nonostante comportamenti predatori fossero stati osservati da più allievi
Red. Online
13.04.2026 12:56

Il caso del docente della Scuola media di Giubiasco arrestato per atti sessuali con minorenni approda sul banco del Consiglio di Stato. I deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini hanno presentato un’interrogazione urgente chiedendo chiarimenti e misure concrete per rafforzare prevenzione e vigilanza.

«Per anni segnali ignorati»

Nel testo si parla di «fatti estremamente gravi». Secondo le testimonianze raccolte dalla stampa, per oltre un decennio diversi allievi ed ex allievi «riferiscono di aver osservato comportamenti predatori da parte del docente nei confronti di allieve e colleghe, sia dentro sia fuori dall’istituto. Secondo quanto riportato, tali atteggiamenti erano «noti» e commentati da tempo, al punto che molti studenti avrebbero discusso apertamente dell’improvvisa assenza del docente, sapendo che non si trattava di una malattia – come comunicato dalla direzione – bensì dell’arresto».

Ciò che colpisce i due parlamentari è la percezione degli studenti: i più giovani avrebbero interpretato il rapporto tra docente e allieva come un «innamoramento», mentre i più grandi lo consideravano una stranezza. Per i firmatari, questo dimostra una «preoccupante normalizzazione di dinamiche di potere e di comportamenti inappropriati, che non sono stati riconosciuti come tali né dagli adulti né dai ragazzi». Eppure, nonostante voci diffuse e commenti ricorrenti, non risultano segnalazioni formali prima dell’arresto.

Comunicazione sotto accusa

Sotto la lente anche la gestione dell’informazione da parte della scuola. Nei giorni successivi all’arresto, la direzione ha parlato di assenza «per malattia», nonostante la notizia dell'arresto circolasse già tra gli studenti. Una scelta che, secondo Sergi e Pronzini, avrebbe contribuito a creare «confusione, sfiducia e percezione di opacità istituzionale, alimentando ulteriormente quel contesto di omertà e banalizzazione che sembra aver permesso al docente di agire indisturbato per anni».

Dubbi sull’efficacia delle misure

L’interrogazione richiama anche le direttive introdotte nel 2023 sui comportamenti inadeguati e l’obbligo di denuncia previsto dalla legge per i dipendenti dello Stato. Tuttavia, il caso di Giubiasco solleva interrogativi «sull’efficacia della vigilanza, sulla capacità delle scuole di riconoscere e affrontare tempestivamente segnali di rischio, sulla cultura interna degli istituti e sulla reale diffusione delle misure di prevenzione». Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) stesso ha ammesso che «la capacità di vigilare è oggetto di critiche e che è in corso una valutazione dell’applicazione delle direttive». Da qui le domande al Governo. 

Le domande al Consiglio di Stato

1. Come spiega il Consiglio di Stato che per circa un decennio un docente abbia potuto agire indisturbato, nonostante comportamenti predatori fossero osservati e commentati da più allieve/i ed ex allieve/i?

2. Come valuta il Consiglio di Stato il fatto che numerosi allievi hanno interpretato la relazione tra docente e allieva come «innamoramento»? Quali riflessioni trae il DECS rispetto alla mancanza di strumenti critici, alla normalizzazione di dinamiche di potere e alla scarsa percezione del rischio da parte degli studenti?

3. Per quale ragione la direzione scolastica ha comunicato agli allievi che il docente era assente «per malattia», pur sapendo che era stato arrestato? Tale comunicazione è stata concordata con il DECS? Quali alternative sono tate valutate? Come si giustifica una scelta che ha contribuito a un clima di sfiducia e percezione di copertura istituzionale? 4.Quali linee guida intenda adottare il DECS per evitare in futuro comunicazioni fuorvianti pur nel rispetto del segreto istruttorio?

5. Quali misure di prevenzione sono attualmente operative nelle scuole medie cantonali e comunali?

Si chiede di elencare:

• i programmi attivi;

• le formazioni obbligatorie per docenti, direzioni e personale;

• gli strumenti messi a disposizione degli allievi;

• il ruolo del SeAM e la sua presenza effettiva nelle sedi.

6. Quante sedi scolastiche sono oggi realmente coinvolte in attività strutturate di prevenzione e sensibilizzazione sui comportamenti inadeguati, sugli abusi di potere e sulla protezione dell’integrità personale? Indicare numero di sedi, tipologia delle attività, frequenza e copertura percentuale rispetto all’intero sistema delle scuole medie.

7. Quali misure immediate intende adottare il DECS per contrastare il clima di omertà e banalizzazione che sembra emergere dal caso di Giubiasco? Sono previste campagne mirate rivolte agli allievi, percorsi di formazione obbligatoria per tutto il personale, procedure più chiare e accessibili di segnalazione?