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«Domani colloqui indiretti tra Iran e USA a Doha, al centro Hormuz»

Pezeshkian: «Se gli USA rispetteranno l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni» – «L'intesa è una questione bilaterale»: Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Domani colloqui indiretti tra Iran e USA a Doha, al centro Hormuz»
Red. Online
30.06.2026 06:16
22:16
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L'Iran: «Non avvieremo ulteriori negoziati finché non verrà attuato il memorandum»

Gli incontri attualmente in corso, promossi dall'Iran, mirano a rispettare gli impegni previsti dal memorandum d'intesa e Teheran «non avvierà ulteriori negoziati finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti»: lo ha dichiarato in un'intervista alla televisione di stato il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, come riporta il Times of Israele.

L'Iran, insieme all'Oman, detiene la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non scenderà mai a compromessi sui suoi diritti in quest'area, ha dichiarato Ghalibaf, aggiungendo che il transito gratuito nello stretto è consentito solo per 60 giorni, secondo quanto previsto dal memorandum d'intesa.

22:04
22:04
«I leader dell'Ue non avranno l'onore di partecipare ai funerali di Khamenei»

I leader dei Paesi europei non avranno «l'onore» di partecipare ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, assassinato durante la guerra, perché «non si sono schierati dalla parte giusta della storia». Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Lo riporta Iran International.

Intanto, scrive la Afp, a Teheran sono in corso i preparativi per i funerali di Stato dell'Ayatollah Ali Khamenei, che inizieranno sabato e dureranno sei giorni.

La salma dell'uomo che ha guidato la Repubblica Islamica dell'Iran per quasi 37 anni — e che è rimasto ucciso il 28 febbraio, primo giorno dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran — sarà esposta a partire da sabato presso il Mosalla di Teheran. Questo vasto complesso è stato progettato per ospitare le principali preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e i raduni religiosi.

Per i funerali, le autorità prevedono la presenza di 15-20 milioni di persone solo a Teheran. Sono previsti tre giorni di commemorazioni a partire da sabato e, durante questo periodo, la capitale sarà «completamente chiusa e in giorno festivo», hanno decretato le autorità. Saranno applicate importanti restrizioni al traffico, con un'ampia zona del centro città inaccessibile alle auto.

La televisione di Stato sta trasmettendo negli ultimi giorni numerosi documentari su Khamenei, mentre i funerali si terranno con temperature torride. Ali Khamenei sarà sepolto il 9 luglio nella città santa di Mashhad (nord-est), da cui era originario. Il giorno prima, un corteo funebre attraverserà l'Iraq e le città sante di Najaf e Kerbala.

22:01
22:01
L'Iran: «Favorevoli al dialogo con gli Usa, ma restiamo pronti alla guerra»

Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della delegazione negoziale iraniana, ha affermato in serata, in un'intervista trasmessa dalla televisione di Stato, che l'Iran è favorevole al dialogo con gli Stati Uniti pur rimanendo pronto alla «guerra».

«Siamo favorevoli al dialogo, ma se questo non dovesse concretizzarsi, siamo pronti anche alla guerra», ha affermato Ghalibaf, che ricopre anche la carica di presidente del Parlamento, mentre le delegazioni iraniana e statunitense si apprestano a tenere colloqui separati con il Qatar, impegnato nella mediazione insieme al Pakistan.

Secondo Ghalibaf l'Iran non è riuscito a esportare «nemmeno un barile di petrolio» durante il blocco statunitense imposto da Donald Trump in risposta alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte della Repubblica Islamica.

Da quando il blocco è stato revocato - in seguito alla firma di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti il 17 giugno - «abbiamo esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio... Al contrario, nei 50-60 giorni precedenti, eravamo stati totalmente impossibilitati a esportare anche un solo barile», ha precisato Ghalibaf.

20:20
20:20
Israele: «Rsf rimuove i miliziani di Hamas dagli elenchi dei reporter uccisi»

«Mohammed Manhal Abu Armana era un comandante sul campo di Hamas: un terrorista che operava sotto copertura fingendosi giornalista». Lo scrive su X il ministero degli Esteri di Israele dopo che Hamas ha diffuso un video commemorativo del 'martire mujahid' Mohammed Abu Armana, identificato come comandante di plotone.

«Per Hamas e per la Jihad islamica palestinese, il giubbotto con la scritta 'Press' è semplicemente un'altra uniforme da terrorista».

«Israele ha avvertito la comunità internazionale più volte, ma è stato ignorato. Ora che Hamas e la Jihad islamica palestinese lo hanno ammesso essi stessi, l'organizzazione Reporters sans frontières (Rsf) sta finalmente rimuovendo questi individui dai propri elenchi di giornalisti», ha aggiunto il ministero.

Armana, che si presentava come giornalista dell'agenzia di stampa Palestine Now, è stato ucciso ad al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza, dall'Idf nel luglio del 2024. In quell'occasione ci furono molte proteste internazionali per l'uccisione del 'reporter palestinese'.

18:50
18:50
Cardinale Pizzaballa: «Gaza è un disastro, le città sono rase al suolo»

La sua visita nella Striscia risale a qualche giorno fa e nella mente sono ancora vivi immagini e odori della devastazione. «Gaza è un disastro» ha sintetizzato il cardinale Pierbattista Pizzaballa. «Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più» ha raccontato dialogando con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo.

Quello che colpisce di più il patriarca di Gerusalemme dei Latini, che proprio ieri a Bergamo ha ricevuto il premio della rivista italiani di geopolitica Limes per il Dialogo e la Pace, è «viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature».

Così «vive la gente di Gaza» ha detto il cardinale, aggiungendo che «un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori». Poi si è soffermato su quella che definisce «una delle piaghe più presenti in questo momento». «Sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini. E Gaza è piena di bambini. Si vedono ovunque - ha affermato - ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne».

Una situazione che non accenna ad alcun miglioramento neppure dopo il cessate il fuoco perché, ha evidenziato il cardinale, «se un po' di cibo ad oggi riesce ad entrare, tutto il resto è ancora proibito. I prodotti dual use non possono entrare. E con dual use si intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre». «Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto - ha sottolineato -. Si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là».

Ma «quel che serve subito, mi hanno detto gli operatori sanitari, è il personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità - ha ammonito - . Lo dirò in modo poco diplomatico, ma io provo una grande pena, non riesco a comprendere».

Altrettanto drammatica è la situazione in Cisgiordania dove, ha evidenziato ancora il Patriarca, «non vige la legge e, se c'è, non è fatta per i palestinesi. Ai coloni israeliani viene permesso tutto - ha detto - . Fanno check-point ovunque, tagliano gli alberi, non ti fanno coltivare la terra, aggressioni, furti, insulti sono diventate scene quotidiane». E che si ripetono anche per il fatto di essere totalmente impunite.

«Spesso chiamiamo l'esercito israeliano (Idf) affinché intervenga per placare i coloni, ma quando arrivano sono già andati via, come se qualcuno li avesse avvisati per tempo, e così l'Idf finisce per prendersela con noi».

18:13
18:13
«Ucciso Abu Fakher, comandante nella brigata Rafah di Hamas»

«L'Idf ha ucciso ieri Mohammad Fathi Abd al-Hay Abu Fakher, comandante del battaglione Yibna nella brigata Rafah di Hamas». Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

«Abu Fakher era un comandante veterano di Hamas e uno degli alti ufficiali del dipartimento di approvvigionamento dell'ala militare di Hamas. Per circa 20 anni, è stato una figura centrale nella rete di contrabbando dell'organizzazione terroristica, gestiva e dirigeva il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza e supervisionava la fornitura di numerose risorse necessarie a sostenere le attività terroristiche dell'ala militare di Hamas».

Nelle ultime settimane, Abu Fakher si era dedicato al reclutamento di nuovi terroristi per il battaglione, al loro addestramento e al tentativo di ripristinare le capacità operative per attaccare le truppe israeliane'', scrive il portavoce dell'esercito israeliano.

15:24
15:24
«Domani colloqui indiretti tra Iran e USA a Doha, al centro Hormuz»

Domani si terranno in Qatar negoziati indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti, alla presenza di mediatori. Lo riporta Al Arabiya citando fonti secondo cui i colloqui indiretti si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla «stabilità generale».

Le fonti hanno anche affermato che l'Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei suoi beni congelati entro la fine della settimana, mentre sono in programma oggi a Doha incontri delle delegazioni con il premier del Qatar e i mediatori pakistani.

14:54
14:54
Idf: «Ucciso a Gaza il comandante di plotone della Jihad Islamica»

''Ieri l'Idf ha colpito nella Striscia di Gaza centrale ed eliminato Ali Qaid Mohammed Stitan, comandante di plotone della Jihad Islamica, che aveva partecipato al massacro del 7 ottobre infiltrandosi in territorio israeliano e continuava a organizzare attacchi contro le truppe e i civili israeliani''. Lo comunica in una nota il portavoce dell'esercito israeliano.

07:36
07:36
«Due pasdaran uccisi in un attacco terroristico nell'ovest dell'Iran»

Due membri delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco terroristico armato nella città di confine di Paveh, nell'Iran occidentale. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'agenzia iraniana Tasnim.

07:06
07:06
Libano: «Raid aerei contro le città nel sud del Paese»

«Aerei da guerra nemici hanno lanciato un attacco all'alba contro la città di Deir Seryan nel distretto di Marjeyoun». Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Deir Seryan si trova nella zona di Nabatieh, nel sud del Libano.

06:20
06:20
«Se gli USA rispetteranno l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni»

«L'intesa è una questione bilaterale. Se la parte americana rispetterà l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni. Il nostro approccio di fronte a vanterie irragionevoli e minacce prive di fondamento è quello di basarci sulla razionalità e sulla dignità umana nelle decisioni, e di difenderci con fermezza e senza esitazioni quando è il momento di agire». Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

06:17
06:17
Il punto alle 6.00

«L'Iran e gli Stati Uniti si vedranno a Doha, dove ci saranno gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner». L'annuncio di Donald Trump sulla ripresa dei negoziati dopo lo scambio di attacchi nel Golfo Persico è stato smentito da Teheran che esclude colloqui diretti, ma conferma «tavoli tecnici» separati con i mediatori. Per il regime l'unico appuntamento confermato è quello di Muscat, dove gli iraniani e l'Oman hanno tenuto il loro primo incontro sulla gestione dello Stretto di Hormuz.

A negare che ci siano colloqui tecnici tra Iran e USA questa settimana è stato per primo il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, che riferendo invece degli incontri con le autorità omanite ha parlato di uno «scambio di opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d'intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri».

Un incontro avvenuto mentre il sultano dell'Oman è volato a Parigi per vedere il presidente francese. «Stiamo lavorando insieme per una de-escalation», ha riferito Emmanuel Macron al termine del faccia a faccia, sottolineando che la Francia e l'Oman hanno deciso di cooperare nello sminamento dello Stretto per garantire un passaggio sicuro.

Nello Stretto intanto la situazione resta delicata dopo quattro giorni di alta tensione fra attacchi reciproci fra Iran e Stati Uniti e contro gli alleati americani nel Golfo. Per il momento il traffico è ripreso, anche se a rilento, con 29 navi mercantili che lo hanno attraversato sabato e 12 domenica, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler.