Dopo la caduta di Maduro metà del petrolio va negli Usa

Circa la metà del petrolio venezuelano destinato all'esportazione viene attualmente venduta agli Stati Uniti, con oltre 500mila barili al giorno diretti alle raffinerie americane. Lo ha affermato in un incontro pubblico il sottosegretario all'Energia Usa, Kyle Haustveit, citato dalla stampa venezuelana, in riferimento alla progressiva riorganizzazione dei flussi commerciali dopo la caduta di Nicolas Maduro, catturato a Caracas dalle forze statunitensi lo scorso 3 gennaio.
Il nuovo assetto tra Caracas e Washington
Il crescente orientamento delle esportazioni verso il mercato statunitense riflette il nuovo assetto delle relazioni energetiche tra Caracas e Washington, con un maggiore accesso delle società americane al greggio venezuelano. Secondo Haustveit, il Venezuela produce attualmente circa 1,25 milioni di barili al giorno, di cui oltre 500mila vengono inviati negli Stati Uniti, dove diverse raffinerie sono state progettate per lavorare il greggio pesante venezuelano.
Esportazioni venezuelane aumentate da inizio anno
Nel corso dello stesso incontro, il vicepresidente della compagnia petrolifera statale Pdvsa, Jovanny Martinez, ha riferito che le esportazioni venezuelane sono aumentate del 19,7% dall'inizio del 2026. Ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti hanno bisogno del greggio pesante venezuelano per alimentare la propria economia, mentre il Venezuela deve sviluppare internamente la produzione dei diluenti necessari alla lavorazione dei tipi di petrolio più pesanti. Martinez ha infine evidenziato la necessità di modernizzare e ampliare le raffinerie venezuelane.