Dopo lo stadio, in cassaforte anche il Palazzetto dello sport

Non appena sarà pronto, nel novembre 2026, il Palazzetto dello sport del Polo sportivo e degli eventi (PSE) diventerà di proprietà della Città di Lugano. Ad averlo deciso, all’unanimità, è stato stasera il Consiglio comunale, approvando le intenzioni del Municipio fatte proprie dalla Commissione della gestione. Prezzo dell’acquisto (finanziato tramite prestito obbligazionario): 80,2 milioni di franchi. A risultare vincenti sono state insomma le argomentazioni dell’Esecutivo (ma anche quelle della Gestione) secondo il quale l’acquisto del Palazzetto rappresenta la soluzione finanziariamente più vantaggiosa e politicamente coerente con le decisioni già assunte dal Consiglio comunale come pure dalla cittadinanza in votazione popolare. Sì, perché il Legislativo nel marzo 2025 ha già approvato (a maggioranza) l’acquisto per 114,5 milioni dell’Arena sportiva (lo stadio da calcio) con le medesime modalità e la ripetizione dell’operazione per il Palazzetto – l’acquisto tramite prestito obbligazionario – ora come allora non solo si inserirebbe in questo filo di continuità, ma permetterebbe di risparmiare anche molti soldi alla cittadinanza, visto che il costo della locazione sarebbe stato molto maggiore (nel caso del Palazzetto il risparmio è di almeno 18 milioni). Ciò nonostante, considerata la situazione complessiva e complessa in cui si muove la Città sul piano finanziario, dal Consiglio comunale è arrivato anche l’invito a non sottovalutare l’impatto dell’operazione-Palazzetto sull’indebitamento, ribadendo la necessità di definire e formalizzare una chiara strategia di rientro pluriennale, al fine di preservare la solidità finanziaria e il rating della Città.
«Dopo cinque anni (dal voto popolare sul PSE) finalmente ci siamo – ha esordito la relatrice del rapporto della Gestione, Natalia Ferrara (PLR) – oggi diventiamo proprietari del Palazzetto, risparmiando anche diversi milioni. Certo, i costi sono una stima, perché solo al momento della consegna conosceremo quelli definitivi. In questo senso mi auguro che non ci saranno dei sorpassi di spesa, ma neanche tensioni. Ce ne sono state abbastanza e ora è il momento di guardare avanti».
Avanti magari anche insieme ai Comuni vicini a Lugano che oggi non hanno ancora definito quanto e se appoggiare finanziariamente l’infrastruttura sportiva, che ha un’importanza anche regionale. «Ci stiamo lavorando – ha precisato il sindaco, Michele Foletti – siamo lavorando a una proposta da sottoporre ai Comuni vicini». Una proposta che dovrà valutare se richiedere dei contributi per la gestione corrente o di finanziamento, oppure per tutti e due. A mettere l’accento sui costi e sulla soluzione trovata, che permette, appunto, tramite l’acquisto di risparmiare diversi milioni, ma anche di esporsi finanziariamente, sono stati anche Raide Bassi per l’UDC, «richiamiamo la necessità di una strategia di rientro» e Lorenzo Beretta Piccoli (Il Centro). «Non sarà semplice costruire un consenso traversale - ha riferito -. Ecco perché servirà più comunicazione con il Consiglio comunale da parte del Municipio». Beretta Piccoli ha anche aperto a un altro acquisto, quello della Torre Est, «che appare logico. Non a tutti i costi, certo, ma esploriamo l’ipotesi, coinvolgendo il Consiglio comunale». Pronta la risposta del sindaco. «Per la Torre Est nel 2021 stavamo discutendo con il Credito Svizzero, oggi lo stiamo facendo con UBS, che però ha un’impostazione diversa». Beretta Piccoli si è chiesto inoltre se si sarebbe potuto negoziare un tasso più basso per il contratto di leasing iniziale del Palazzetto. Come lui Michele Codella (Avanti con Ticino&Lavoro). «È vero – ha risposto il sindaco - quando siamo partiti c’erano tassi negativi, ma volevamo garantire un sistema di finanziamento chiaro, sapendo dove saremmo andati a finire. Era insomma una soluzione di compromesso. Con il senno di poi tutti sono più bravi».
Dopo l’intervento di Andrea Sanvido per la Lega, «non vediamo l’ora di entrare», a sciogliere le proprie riserve e a portare l’adesione de La Sinistra è stata Jasmine Altin. «L’acquisto del Palazzetto è vantaggioso dal punto di vista finanziario e ha il pregio di essere un’infrastruttura per lo sport, ma anche per lo svago. Siamo felici che le società sporive locali avranno finalmente una casa». Pollici alti anche da Danilo Baratti (Verdi e Indipedenti). «Durante la campagna referendaria sul PSE abbiamo sempre affermato che il Palazzetto era la parte più accettabile del progetto. Questo perché si darà spazio a varie attività sportive non necessariamente orientate al profitto, come invece è il caso dell’Arena sportiva che è monopolizzata da una sola società». Parole al miele sono arrivate invece da Andrea Togni (PLR). «È un’opera strategica che una volta realizzata migliorerà l’immagine anche della Città. Per il futuro esortiamo però il Municipio a gestirla in modo che i costi siano trasparenti». Dal canto suo Roberto Badaracco, capo Dicastero cultura, sport ed eventi, ha parlato di una struttura fondamentale per tutte le società sportive. Questo anche perché «si parla di un Palazzetto da 60-70 anni, a Lugano non ce n’è mai stato uno. Ora queste società troveranno un terreno fertile e potranno rinascere. L’auspicio è che il Palazzetto possa diventare un altro fiore all’occhiello della Città. Le premesse ci sono tutte».
