Stati Uniti

«Dopo midterm, nel campo repubblicano è iniziata la resa dei conti»

Il giornalista e scrittore Luca Ciarrocca spiega quanto ha inciso il fattore «corruzione» nella devastante sconfitta subita dall’amministrazione in carica
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance comincia a prendere le distanze da Donald Trump. ©Tom Brenner
Dario Campione
05.11.2026 21:32

Luca Ciarrocca, già corrispondente da New York per Il Giornale di Indro Montanelli e fondatore di Wall Street Italia, ha da poco dato alle stampe Il clan Trump. Tutti gli uomini e le donne del potere MAGA (Fuoriscena), libro-inchiesta che, alla luce del risultato di midterm, assume in alcune pagine un profilo quasi profetico. Il sistema di potere pesantemente familistico del presidente degli Stati Uniti è stato, infatti, uno dei motivi che hanno causato la débâcle repubblicana.

«Sicuramente, uno dei fattori principali del crollo elettorale repubblicano è stato la corruzione delle élite, avvenuta peraltro alla luce del sole: Trump e la sua famiglia hanno agito senza alcun ritegno su tutti i fronti attraverso le società di Jared Kushner e di Donald junior, rispettivamente genero e figlio maggiore del tycoon - dice Ciarrocca al Corriere del Ticino - Hanno tratto profitto da decisioni prese dalla Casa Bianca anche in settori strategicamente chiave: dalle aziende che fabbricano droni, alle criptovalute. Senza parlare del fatto che lo stesso Trump ha emesso una sua criptovaluta, e che Melania ha fatto altrettanto. Attività inconcepibili in un Paese occidentale; attività che hanno provocato un forte rigetto. Poi, ovviamente, l’ondata blu si deve soprattutto al carovita, al fatto che la benzina è sopra i 4 dollari a gallone, all’aumento insostenibile delle bollette energetiche».

Tra i repubblicani, sottolinea Ciarrocca, «è partito subito il meccanismo delle accuse e controaccuse. Il vicepresidente JD Vance ha detto chiaramente che il motivo principale della sconfitta è stata la guerra in Iran, di cui non c’era bisogno e che Trump ha iniziato unilateralmente, lui che aveva promesso di mettere fine alla partecipazione USA ai conflitti internazionali. La guerra in Iran ha avuto conseguenze sui conti di ogni famiglia americana. Ha causato il rialzo della benzina, dei prezzi degli alimentari, insomma: il carovita».

Il distanziamento di Vance da Trump e dalla guerra in Iran è giunto poche settimane dopo un’analoga affermazione del patron di Palantir, Peter Thiel, il tecno-oligarca che ha guidato l’ascesa di Vance alla vicepresidenza. «Thiel, che è molto abile e agisce nell’ombra, è stato il primo a prendere le distanze da Trump: aveva intuito che ci sarebbe stata questa batosta elettorale», conferma Ciarrocca. Che aggiunge: «Con la sua dichiarazione, Vance ha iniziato di fatto la sua campagna per le presidenziali: lui è il candidato numero uno dei repubblicani. Dietro ci sono il segretario di Stato, Marco Rubio, e lo stesso figlio di Trump, Donald Jr: siamo alla resa dei conti nel campo conservatore. Una resa dei conti che sarà probabilmente feroce, e provocherà una serie di sommovimenti nell’amministrazione, a partire dal possibile licenziamento di Pete Hegseth, il segretario alla Guerra».

Se Peter Thiel ha marcato un distacco da Trump, lo stesso non ha fatto Elon Musk, che ha donato ai repubblicani 450 milioni di dollari per le elezioni di midterm, 200 dei quali ai candidati in Texas. «Niente di sorprendente - dice Ciarrocca - Musk ha in Texas la sede delle sue due aziende principali, Tesla e SpaceX. A partire da gennaio, quando entrerà in carica il nuovo Congresso, i democratici utilizzeranno il potere investigativo delle commissioni contro questi tecno-oligarchi. Inizia una fase in cui lo strapotere delle Big Tech, il loro dominio tecnologico e politico, comincerà a essere messo in discussione. In Texas, ma anche in altri Stati, c’è stato e c’è un rigetto popolare per i data center, impianti assolutamente strumentali al business plan delle aziende di intelligenza artificiale. I data center preoccupano la popolazione per l’inquinamento acustico, l’inquinamento visivo, idrologico, per il consumo d’acqua e perché trascinano in alto i costi delle bollette elettriche. C’è un segnale che spiega quanto sta accadendo: oggi (ieri, ndr) il Nasdaq ha perso un trilione e mezzo di dollari di capitalizzazione, 1.500 miliardi».

La rivolta contro Trump e le sue politiche è iniziata. Ma il tycoon, ricorda Ciarrocca, «ha ancora un potere immenso. E la sua irrazionalità, le sue voglie di vendetta o il risentimento per la sconfitta potrebbero condurlo a decisioni irragionevoli».