La svolta

Drive-in 24 ore su 24 in Ticino, c'è il sì del Governo

Il Consiglio di Stato propone di accogliere la mozione che chiede l’eliminazione dei limiti d’orario per questi servizi, ritenendo che tale flessibilità avrebbe poco impatto sull’ordine pubblico
©EAKARAT BUANOI
Asia Della Bruna
07.08.2026 06:00

La proposta di tenere aperti i drive-in 24 ore su 24, partita da una mozione presentata poco più di un anno fa, fa un importante passo avanti. Il Consiglio di Stato, infatti, nel contesto di un aggiornamento della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR), propone di dare seguito alla proposta presentata il 16 giugno 2025 dal deputato leghista Stefano Tonini insieme a esponenti di PLR, Centro, UDC e HelvEthica Ticino.

La mozione chiedeva di introdurre nella LEAR una distinzione tra i tradizionali esercizi pubblici e i servizi esclusivamente drive-in. Secondo i promotori, questa modalità di vendita ha un impatto limitato sull’ordine pubblico, non genera assembramenti e potrebbe quindi beneficiare di una disciplina diversa sugli orari di apertura. L’obiettivo dichiarato era offrire alle imprese ticinesi un’opportunità di crescita in più, rafforzarne la competitività, anche rispetto alle realtà oltreconfine, e rispondere alle esigenze di pendolari, famiglie e turisti.

Una proposta, come detto, che ora ha ricevuto l’avallo del Governo nell’ambito di una revisione tecnica della LEAR, voluta per correggere alcune criticità emerse dopo l’entrata in vigore della nuova legge, che nel 2023 ha conosciuto un’importante riforma. Il Dipartimento delle istituzioni, nel messaggio governativo, parla di «necessari aggiustamenti per correggere le criticità emerse», frutto di circa tre anni di applicazione della normativa. Il messaggio richiama anche esplicitamente la tragedia di Crans-Montana, osservando che quei fatti «hanno evidenziato come l’osservanza della capienza massima autorizzata e delle misure di prevenzione rivestono un ruolo centrale nella tutela della sicurezza pubblica».

Perché una deroga

Sia come sia, al netto degli aggiornamenti tecnici e dell’importante capitolo dedicato alla sicurezza, tra le novità della LEAR spicca, appunto, il tema dei drive-in. La modifica proposta introduce una deroga agli orari previsti dalla LEAR. Come si legge, «gli esercizi regolarmente autorizzati e dotati di servizio drive-in, possono esercitare l’attività di vendita di cibi e bevande tramite tale servizio, senza limitazioni d’orario». Continueranno comunque ad applicarsi le disposizioni della legislazione federale sul lavoro, in particolare quelle che disciplinano il lavoro notturno e domenicale.

Secondo il Consiglio di Stato, i drive-in sono diversi da bar e ristoranti perché non prevedono spazi dove i clienti si fermano a consumare: si ordina, si ritira il cibo direttamente dall’auto e si riparte. Proprio per questo, il Governo ritiene che abbiano un impatto molto più limitato sull’ordine pubblico, sulla quiete e sulla sicurezza, aspetti che normalmente giustificano le limitazioni degli orari di apertura.

Più competitività e servizi

Il messaggio sottolinea inoltre che, in un contesto economico in continua evoluzione, permettere a queste attività di restare aperte anche durante la notte potrebbe rappresentare «un importante fattore di competitività» per le imprese del settore. Da un lato, offrirebbe ai ristoratori uno strumento in più per competere e sviluppare nuovi modelli di business; dall’altro, risponderebbe alle «esigenze di diverse categorie di utenti», come chi lavora con turni particolari, i pendolari, gli operatori dei servizi essenziali, i turisti e, più in generale, chi ha bisogno di acquistare cibo o bevande al di fuori degli orari tradizionali.

La proposta dovrà ora essere esaminata dal Gran Consiglio. Il Consiglio di Stato ritiene infatti la mozione «meritevole di accoglimento», un primo passo verso una possibile modifica della legge.