Svizzera

Droni sul Laboratorio di Spiez: indagini e timori per la sicurezza nazionale

Il Blick riporta il sorvolo di velivoli non identificati sopra uno dei siti più sensibili del Paese –Le autorità indagano e rilanciano il piano per rafforzare la sicurezza dello spazio aereo
Red. Online
12.07.2026 14:27

Nuovi interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche svizzere dopo il sorvolo di droni non identificati nei pressi del Laboratorio di Spiez, il centro federale specializzato nella protezione dalle minacce nucleari, biologiche e chimiche (NBC). L'episodio, sul quale le autorità mantengono il massimo riserbo, alimenta i timori di possibili attività di spionaggio ai danni di uno dei siti più sensibili del Paese. A riferire che una formazione di droni avrebbe sorvolato il laboratorio è il Blick, che cita una fonte di alto livello dell'esercito. Il Dipartimento federale della difesa non ha confermato né smentito l'episodio, mentre il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un'inchiesta preliminare sui sorvoli di droni sopra infrastrutture militari e strategiche.

Un'infrastruttura di importanza internazionale

Il Laboratorio di Spiez è noto per aver contribuito alle analisi relative all'avvelenamento dell'ex agente russo Sergej Skripal nel Regno Unito nel 2018, quando venne impiegato l'agente nervino Novichok. Inoltre, ha partecipato alle indagini internazionali sull'impiego di armi chimiche durante il conflitto siriano. Proprio per il suo ruolo strategico, la struttura è da tempo considerata un potenziale obiettivo di attività di intelligence da parte di governi stranieri.

Russia coinvolta? Al momento non ci sono prove

Nonostante alcune ricostruzioni abbiano richiamato i precedenti episodi di spionaggio attribuiti ai servizi segreti russi ai danni del laboratorio, al momento non esistono elementi pubblici che colleghino Mosca agli attuali sorvoli con droni. Il caso ha però riacceso il dibattito sulla capacità della Svizzera di difendersi dalla crescente minaccia rappresentata dai droni.

Una vulnerabilità per la difesa svizzera

Negli ultimi anni il numero degli operatori registrati è aumentato in modo significativo, passando da 67.200 alla fine del 2023 a 124.000 alla fine del 2025, con un incremento dell'85% in appena due anni. Secondo le autorità, il quadro normativo fatica però a tenere il passo con l'evoluzione della tecnologia. Tra le principali criticità figurano la difficoltà nell'identificare i velivoli in volo, la carenza di sistemi di contrasto efficaci e una ripartizione non sempre chiara delle competenze tra esercito, polizia, controllo del traffico aereo e autorità civili.

Per rafforzare la sicurezza dello spazio aereo, la nuova direttrice dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC), Francine Zimmermann, sta promuovendo un inasprimento delle regole a livello nazionale. L'obiettivo è rendere tutti gli utenti dello spazio aereo identificabili digitalmente, così che aeromobili con e senza pilota possano condividere un quadro comune della situazione. «Vogliamo che tutti gli utenti dello spazio aereo siano visibili digitalmente. Il nostro obiettivo è individuare tempestivamente i possibili rischi per la sicurezza», ha dichiarato al Blick. Zimmermann ha però riconosciuto anche i limiti della misura: «Chi utilizza deliberatamente un drone con intenzioni malevole non si lascia fermare dalle regole».