Due accoltellamenti in una settimana, Valenzano Rossi: «Non sottovalutiamo questi episodi»

Nel giro di una settimana Lugano è stata teatro di due accoltellamenti. Il primo è avvenuto nella notte del 15 agosto in via Pelloni, nel quartiere di Molino Nuovo, dove un uomo è stato ferito con un'arma da taglio e trasportato in ospedale. Questa notte, poco prima delle 2, un nuovo caso in via Pelli. Un 19enne cittadino afghano residente nella regione è stato ferito con un'arma da taglio e ha riportato lesioni tali da metterne in pericolo la vita. Per il fatto è stato fermato un 20enne cittadino italiano residente in Italia, nei cui confronti l'ipotesi principale è quella di tentato omicidio.
Due episodi ravvicinati che, secondo Karin Valenzano Rossi, responsabile del Dicastero sicurezza, impongono una seria riflessione a più livelli: «Purtroppo assistiamo a episodi di violenza, soprattutto tra i giovani adulti, che devono davvero portarci a interrogarci sull'adeguatezza del nostro sistema rispetto all'evoluzione della situazione», afferma la municipale. Il fenomeno, aggiunge, non riguarda soltanto la città. «C'è un problema di crescente violenza, e non solo a Lugano. Assistiamo anche a un maggiore facilità nell’ utilizzo delle armi, e questo è particolarmente preoccupante».
La risposta, secondo Valenzano Rossi, deve coinvolgere l'intero sistema: «Bisogna lavorare su tutti i fronti: educazione e sensibilizzazione, perché evidentemente ci sono persone che non hanno sufficienti freni inibitori nell'utilizzare un'arma. Ma servono anche il presidio del territorio da parte della polizia e una magistratura che intervenga in modo tempestivo, affinché, quando ne ricorrono i presupposti, questi episodi sfocino in condanne». Prevenzione, presenza della polizia e risposta della giustizia devono quindi procedere insieme. «Deve funzionare tutto il sistema», sottolinea Valenzano Rossi.
La municipale invita però a non trasformare i recenti fatti in una fotografia complessiva della sicurezza cittadina. «Nel raffronto svizzero siamo sempre una città sicura, non dobbiamo per questo sottovalutare questi episodi preoccupanti. Altri Stati europei stanno inasprendo le leggi per minorenni e giovani adulti o per il porto e utilizzo di coltelli, anche la Svizzera deve andare in questa direzione».
