Svizzera

Due casi di botulismo alimentare in Vallese

È la prima volta da oltre trent'anni che viene rilevata la malattia – Due persone sono rimaste intossicate e sono attualmente ricoverate in ospedale, non vi è alcun rischio di contagio
© Shutterstock
Ats
07.10.2026 15:22

Per la prima volta da oltre trent'anni, due casi di botulismo alimentare sono stati rilevati in Vallese. Due persone sono rimaste intossicate e sono attualmente ricoverate in ospedale, dove hanno ricevuto un trattamento antitossina. Non vi è alcun rischio di contagio.

L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha diffuso un richiamo di prodotto sull'applicazione RecallSwiss a causa di un sospetto riguardante una terrina di stinco di maiale venduta nei mercati di Sierre (VS) e Martigny (VS) nonché in alcune macellerie.

«I lotti sono stati ritirati dal mercato. Le persone che hanno acquistato un prodotto di questo tipo sono invitate a non consumarlo e a non aprirlo. Il prodotto deve essere gettato», ha comunicato oggi il Canton Vallese, confermando una precedente informazione di Rhône FM.

Recarsi al pronto soccorso

I primi sintomi compaiono generalmente nelle ore o nei giorni successivi all'ingestione. Possono comprendere in particolare secchezza delle fauci, disturbi alla vista (come offuscamento o vedere doppio), difficoltà a parlare o a deglutire, nonché debolezza o paralisi muscolare. Possono inoltre manifestarsi nausea, vomito o diarrea. Nelle forme gravi, la paralisi può colpire i muscoli respiratori e richiedere cure mediche intensive.

Le persone che hanno consumato questo prodotto e che presentassero sintomi compatibili con il botulismo devono recarsi senza indugio al pronto soccorso e segnalare al personale medico il consumo della derrata interessata nonché il sospetto di botulismo.

Situazione attentamente monitorata

«Al fine di favorire una rapida identificazione e presa a carico di eventuali nuovi casi, i professionisti della salute vallesani che potrebbero trovarsi di fronte ai primi sintomi sono stati informati della situazione», precisano le autorità vallesane.

I medici d'urgenza, i medici di base, i pediatri, gli otorinolaringoiatri, gli oftalmologi, i neurologi e gli pneumologi sono stati in particolare sensibilizzati ai segni clinici che possono far pensare a un botulismo. Le autorità sanitarie seguono attentamente la situazione.

In Vallese, l'ultimo caso di botulismo alimentare risale al 1994. All'epoca un prosciutto industriale venduto nel Vallese centrale aveva colpito 12 persone, ricorda Rhône FM.