Due terzi delle case unifamiliari in Svizzera sono sottoutilizzate, e in Ticino?

Nonostante la carenza di alloggi, in Svizzera una parte consistente dello spazio abitativo rimane inutilizzata. Secondo un’analisi del Tages-Anzeiger, basata sui dati più recenti dell’Ufficio federale di statistica (UST), oltre due terzi delle case unifamiliari abitate in Svizzera sono sottoutilizzate. Su poco meno di 900’000 abitazioni occupate, oltre 625’000 dispongono infatti di più locali rispetto alle effettive esigenze dei residenti. Secondo la definizione dell’UST, un’abitazione è considerata sottoutilizzata quando ha almeno due locali in più rispetto al numero dei suoi occupanti. È il caso, per esempio, di una coppia che vive in una casa di quattro locali.
Quando i figli partono, la casa rimane
Una delle principali cause del fenomeno è l’invecchiamento della popolazione. Le case unifamiliari sono spesso progettate per famiglie con figli, ma quando questi diventano indipendenti i genitori tendono a rimanere nella propria abitazione.
Trasferirsi in un appartamento più piccolo non è necessariamente conveniente. Chi possiede una casa da molti anni può beneficiare di un’ipoteca favorevole oppure aver già estinto il mutuo. Cambiare abitazione significa invece confrontarsi con i prezzi attuali, un’offerta limitata e le spese del trasloco. A questo si aggiungono i legami affettivi con la casa, il quartiere e il vicinato.
La sottoutilizzazione è più diffusa nelle zone rurali
Il fenomeno è generalmente più marcato nei comuni rurali che nelle città. In alcune località dei Cantoni di Turgovia e dei Grigioni, la quota di case unifamiliari sottoutilizzate raggiunge il 90%. Le differenze emergono anche tra le regioni linguistiche: nella Svizzera tedesca la sottoutilizzazione è più diffusa rispetto alla Svizzera romanda. Il valore più basso si registra nel Cantone di Ginevra, dove raggiunge il 61,2%. Seguono il Vallese, con il 63,4%, e Friburgo, con il 66,4%. Secondo l’analisi del Tages-Anzeiger, queste differenze potrebbero essere legate alla storicamente maggiore quota di proprietari immobiliari e ai redditi più elevati nella Svizzera tedesca. In generale, infatti, le abitazioni tendono a essere più spaziose all’aumentare del reddito.
Nell'articolo non si fa riferimento al Ticino, ma grazie a una carta interattiva è possibile scoprire quanto è diffuso il fenomeno delle case sottoutilizzate comune per comune.
La classifica nazionale
In base alla classifica riportata dal Tages-Anzeiger, il primato nazionale spetta a Belprahon, nel Canton Berna, dove il 90,7% delle case unifamiliari risulta sottoutilizzato. Seguono Medel (Lucmagn), nei Grigioni, con l’89,6%, e Olsberg, in Argovia, insieme a St. Moritz, entrambi con l’88,2%. Nella top ten figurano anche Wisen (87,6%), Oberegg (87,4%), Mandach (87,3%), Bärschwil e Trun (86,9%) e Vals (86,3%).
Dal Locarnese al Mendrisiotto
Per trovare il primo comune ticinese bisogna scendere fino al 21° posto, occupato da Dalpe, con l’84,9%. Seguono Vernate, con l’84,5% al 26° posto, e Massagno, con l’83,4% al 39°.
Tra gli altri comuni ticinesi con valori elevati figurano Maggia (79,5%), Brione sopra Minusio (78,4%), Muralto (77,2%), Ascona (74,2%) e Brissago (73,4%).
Nel Luganese spicca Morcote, con l’80,4%, seguita da Cureglia (78,6%), Muzzano (77,7%), Tresa (76,5%) e Collina d’Oro (74,4%). Nel Mendrisiotto, Castel San Pietro raggiunge il 79,1%, Coldrerio il 78,8%, Breggia il 75,1% e Vacallo il 73,3%.
