È ancora una volta il fisico il rivale peggiore di Sinner

«Chi può fermare Jannik Sinner?» ci si chiedeva alla vigilia del Roland Garros. L’assenza per infortunio del suo unico rivale Carlos Alcaraz (che starà fuori anche per Wimbledon) sembrava infatti spianare la strada all’altoatesino verso la conquista del suo primo storico titolo a Parigi, che per lui avrebbe significato il «Career Grand Slam». E invece così non è stato, e la risposta alla suddetta domanda è arrivata clamorosamente già al secondo turno. Il suo nome è Juan Manuel Cerundolo (ATP 52) – l’argentino si è imposto per 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 –, ma forse sarebbe più corretto dire che a mettere ko il numero uno al mondo sia stato il grande caldo che si è abbattuto in questi giorni sulla capitale francese, e che nel primo pomeriggio di ieri non ha dato tregua.
Inizio in discesa poi il blackout
Come lascia intuire il punteggio, per Sinner sembrava infatti una giornata di ordinaria amministrazione. Come lo era stato il primo turno, vinto in maniera agevole contro il francese Clement Tabur (6-1, 6-3, 6-4). E come era accaduto per gran parte degli ultimi trenta match conquistati consecutivamente. Nel primo set gli è bastato un break al primo turno di battuta di Cerundolo per chiudere la frazione sul 6-3, dopo poco più di mezz’ora di gioco. Il secondo set è durato una decina di minuti in più, ma anche quello è stato facile preda di Sinner, infallibile al servizio e capace, in risposta, di rubare due volte la battuta al proprio avversario. E quando anche i primi due turni di battuta dell’argentino nel terzo set sono finiti nelle mani di Sinner, volato sul 5-1, tutto sembrava ormai apparecchiato per il passaggio del turno. Poi, però, il blackout: le gambe non si muovono più e tre game che vanno a Cerundolo. Un colpo di calore, i crampi e la nausea («Ho bisogno di vomitare», ha detto al suo angolo) hanno indotto il 24.enne a lasciare il campo per qualche minuto per farsi curare. Ma una volta tornato, il malessere era ancora presente, con l’italiano che da quel punto non è riuscito che a vincere due dei venti successivi game, dovendo così salutare mestamente il Philippe Chatrier. Quello stesso stadio che dodici mesi fa era stato cornice di un incubo altrettanto doloroso nella finale persa contro Alcaraz, nonostante tre match point avuti fra le mani nella quarta frazione.
Non è una novità
«A metà del terzo set non trovavo più nessuna energia. Non mi sentivo bene e non sembrava esserci alcuna via di uscita. Era caldo ma non terribilmente». ha spiegato Sinner in conferenza stampa. «Èlo sport e sono cose che possono succedere: nessuno è un robot. Oggi è andata cosi. Certo, è difficile da accettare, considerando la mia posizione, ma ora ho del tempo per recuperare le energie, sia fisiche che mentali». La tenuta fisica è sempre stato il tallone d’Achille del tennista di Sesto Val Pusteria. Nel 2025 hanno fatto il giro delle mondo le sue immagini di quando agli Australian Open si è sentito male in campo, con tremori e problemi di stomaco mentre affrontava Rune. Non era andata meglio a Wimbledon, dove ha avvertito una serie di capogiri quando sfida Medvedev ai quarti. A Cincinnati addirittura arriva a ritirarsi prima ancora di disputare la finale per vertigini e spossatezza.Poco dopo sono i crampi a costringerlo al ritiro contro Griekspoor a Shanghai. Poche settimane fa, infine, i problemi fisici e la stanchezza avvertiti nella semifinale contro Medvedev hanno rischiato di compromettere il suo cammino agli Internazionali di Italia: in questo caso è l’orario ad aiutarlo facendo sospendere la partita per l’arrivo del buio.
Ora è tutto aperto
Con l’uscita di scena del grande favorito, a Parigi si apre così un nuovo torneo. E una ghiottissima occasione per molti. A partire da Novak Djokovic (unico vincitore di slam ancora in tabellone dopo l’eliminazione al primo turno di Medvedev), forse all’ultima chance della carriera per arrivare a quota 25 titoli nei Major. Ma anche per Alexander Zverev, numero 3 al mondo e sconfitto in tutte e tre le finali slam disputate in carriera. Quel che è certo è che dopo due anni in cui a spartirsi i tornei dello slam sono stati i soli Alcaraz e Sinner, ad alzare il trofeo ci sarà questa volta un nome diverso.
Susan con qualche rimpianto
Giovedì è anche stato il capolinea della prima esperienza in uno slam per Susan Bandecchi (WTA 53). Dopo avere compiuto l’impresa al primo turno contro Cristina Bucsa, la ticinese si è arresa per 7-5, 7-6 (13/11) contro Daria Kasatkina ( 53). Una partita che lascerà un mare di rimpianti nella 28.enne, in vantaggio 5-1 nella prima frazione, e con un set point in mano sul 5-4. E anche nel secondo set il risultato sorrideva a Bandecchi, salita sul 5-3 prima di subire una nuova rimonta. Non prima però di avere dato battaglia nel decisivo tie-break, che l’ha vista salvare ben sei match point. Nonostante l’amarezza per una sconfitta più pesante di quello che si è visto sul campo, Bandecchi non può che tornare sorridente dall’avventura parigina, in cui ha dimostrato di potere giocare senza timori contro avversarie di assoluto spessore (Kasatkina è stata addirittura numero 8 al mondo). Un’avventura che le ha permesso inoltre di guadagnare ben 47 posizioni in classifica WTA e che le ha garantito un guadagno di 130’000 euro.