«È possibile avere una Città di Locarno con meno di sette municipali?»

Il periodo storico che stiamo vivendo, con sfide sempre più complesse, richiede un nuovo modo di vedere il ruolo delle persone alla guida delle Città. È quanto ritengono alcuni consiglieri comunali di Locarno, che in un’interrogazione (primi firmatari Frano Dragun e Kevin Pidò del Gruppo Lega-Udc-Indipendenti) avanzano l’ipotesi di considerare un Esecutivo con meno di sette membri. «Da tempo si parla di una professionalizzazione dei municipali, per consentire loro di far fronte al carico di lavoro dovuto a tale incarico, e dei relativi dubbi sia morali sia economici», si legge nell’atto parlamentare. Alla Città di Locarno è stato chiesto di aumentare il salario per ogni municipale, «in un contesto in cui però le previsioni del Preventivo 2026 sono tutt’altro che rosee, con un deficit ipotetico di 1,5 milioni».
Gli esempi
«Non viene contestato che i municipali locarnesi abbiano un carico di lavoro che richiederebbe più tempo da dedicare e quindi una maggior retribuzione», precisano gli interroganti. «Ma è chiaro come attualmente le finanze comunali non lo permettano». Sono tuttavia presenti Comuni, a livello svizzero, «di dimensioni anche maggiori del nostro, che hanno un Esecutivo con meno membri e funzionano discretamente, quali Coira, San Gallo e Berna».
La proposta
Locarno, in definitiva, «dovrebbe oramai ripensare al suo sistema. I politici operano a titolo di milizia, affiancando spesso, anche per esigenze economiche, la loro professione al ruolo di gestione della Città. Si potrebbe diminuire il loro numero, scendendo da sette a cinque, così da aumentare il salario pro capite senza incidere sulle casse comunali e alzando il grado di occupazione ad un tempo pieno per sindaco e vicesindaco, e a un 80% per gli altri membri di Municipio». Ciò «significherebbe chiedere loro di rinunciare, per gli anni del loro mandato, ad altre professioni e anche ad incarichi accessori remunerativi». Una simile operazione, riconoscono gli interroganti, «richiederebbe un'organizzazione differente anche dell’amministrazione comunale, che dovrebbe giocoforza razionalizzare e semplificare i suoi processi, diminuendo i colli di bottiglia e le eventuali perdite di tempo». Vorrebbe dire «investire in generale su una Città più efficiente e meglio organizzata, aumentando anche il grado di coinvolgimento e di motivazione».
Le domande
Si chiede quindi al Municipio se la Città di Locarno ha mai preso in considerazione l’ipotesi di diminuire il numero dei municipali, destinando così un maggior salario pro capite a ciascuno e aumentando contestualmente il grado di occupazione. Se sì, «è stato avviato uno studio preliminare per determinarne fattibilità, costi e possibili benefici e criticità? Nel caso affermativo, che cosa è emerso? Se non fosse stato commissionato, si potrebbe procedere?» Si domanda altresì all’Esecutivo se ritiene che un intervento simile richieda una diversa organizzazione sia dei Dicasteri che del carico di lavoro e degli incarichi, e se ha eventualmente pensato a come si potrebbe procedere, in quali tempistiche e con che costi. Non solo: si chiede anche quale sarebbe, in uno scenario simile, il ruolo dell’amministrazione comunale. «Il Municipio la considera al momento efficiente e con un organico sufficiente, oppure vi sono carenze o addirittura personale che, per i compiti e le richieste, è pressoché in esubero? Sarebbero possibili razionalizzazioni e processi volti a sostenere un Municipio a cinque membri, e che cosa comporterebbero eventualmente per l’organico?» Infine, l'ultima domanda è come si pone l’Esecutivo nei confronti della richiesta di incrementare il salario agli attuali membri e se ritiene che diminuire il numero dei municipali potrebbe consentire loro di vedersi maggiormente soddisfatti nelle richieste economiche, «senza gravare sulle casse comunali».
