E se la guerra in Iran colpisse anche Art Basel?

E se la guerra in Iran colpisse anche Art Basel, la fiera d'arte più importante al mondo, in programma dal 18 al 21 giugno? Gli organizzatori, spiega la Neue Zürcher Zeitung, temono infatti che la situazione geopolitica tesa possa dissuadere i collezionisti più facoltosi, soprattutto provenienti da Stati Uniti e Medio Oriente, dal partecipare.
A peggiorare ulteriormente le cose potrebbe poi contribuire la debolezza del dollaro che rappresenta una seria minaccia per gli affari con i collezionisti statunitensi. Viaggiare in Europa è diventato significativamente più costoso per gli statunitensi.
Tra speranze e preoccupazioni
Se i timori degli organizzatori si rivelassero reali, quella di quest'anno sarebbe la seconda edizione consecutiva a far registrare un calo. Già nel 2025, infatti, il numero di visitatori era diminuito del 3%, attestandosi a 88.000. A influire negativamente, allora, fu la disputa commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo che aveva destato preoccupazione tra molti espositori.
L'attuale incertezza nel mondo dell'arte segue un periodo nel quale il mercato era in ripresa. Dopo due anni di calo delle vendite, infatti, il mercato era tornato a crescere per la prima volta nel 2025. Secondo un rapporto congiunto di Art Basel e UBS, le vendite di opere d'arte sono aumentate del 4% su base annua, raggiungendo i 59,6 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, di gran lunga il più grande mercato dell'arte al mondo, i ricavi sono cresciuti del 5%, arrivando a 26 miliardi di dollari. La Svizzera ha addirittura registrato una crescita del 13%.
Il ruolo crescente del Medio Oriente
Grazie alla forte crescita economica, la regione del Golfo si è affermata negli ultimi anni come uno dei mercati in più rapida espansione nel settore dell'arte. A trainare il mercato non solo i musei sorti in città come Abu Dhabi, Dubai e Riyadh ma anche i collezionisti privati provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e dall'Arabia Saudita.
Del resto la rilevanza crescente della regione ha spinto la stessa Art Basel a organizzare, alla fine dello scorso febbraio, Art Basel Qatar. Andata in scena appena tre settimane prima dell'inizio della guerra in Iran, l'edizione inaugurale della nuova sezione regionale della fiera d'arte di Basilea ha attirato oltre 17.000 visitatori, tra cui l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani. Ottantasette gallerie provenienti da trentuno Paesi hanno esposto alla fiera nell'emirato del Golfo e anche le vendite sembrano essere state soddisfacenti. In un comunicato stampa a conclusione della fiera, gli organizzatori hanno parlato di un «andamento commerciale stabile».
Non è tuttavia certo che Art Basel tornerà in Qatar il prossimo anno. In precedenza, la seconda edizione era prevista per la fine di gennaio. Secondo MCH, gli organizzatori di Art Basel, i preparativi continuano, ma con la speranza che la situazione della sicurezza migliori in tempo.
