Clima

È ufficiale: è stata l'estate più calda in Svizzera

In numerose località sono stati stabiliti nuovi record per le temperature massime Il 30 luglio, la stazione di Basilea-Binningen ha raggiunto i 39,7 gradi, eguagliando il primato per il versante nord delle Alpi
Gabriele Putzu
Ats
10.09.2026 10:36

La Svizzera ha registrato un nuovo record di temperature: l'estate del 2026 è stata la più calda dall'inizio delle rilevazioni. La media estiva ha superato di 0,4 gradi quella del precedente primato, registrato nel 2003, secondo il bilancio pubblicato oggi da MeteoSvizzera. La temperatura media nazionale per i mesi di giugno, luglio e agosto è stata di 17,2 gradi. Durante la stagione sono stati stabiliti numerosi nuovi primati locali. Il 30 luglio, la stazione di Basilea-Binningen ha raggiunto i 39,7 gradi, eguagliando il record per il versante nord delle Alpi. In totale, 30 stazioni di rilevamento hanno registrato la loro temperatura massima assoluta.

L'estate è stata caratterizzata anche da un numero record di giornate e notti tropicali. In molte località, specialmente a nord delle Alpi, si sono contate fino a due settimane in più di giornate con massime sopra i 30 gradi rispetto ai primati precedenti. A Locarno-Monti si sono registrate 50 notti tropicali, 8 in più del 2003.

Siccità estrema

Al gran caldo si è accompagnata una siccità estrema. Il periodo da aprile ad agosto è stato il più asciutto e caldo dal 1901, con precipitazioni a livello nazionale pari solo al 61% della norma. La mancanza di piogge ha avuto conseguenze sui corsi d'acqua, sulle foreste e sull'agricoltura. Le elevate temperature dell'aria e le scarse portate hanno fatto salire anche la temperatura dell'acqua a livelli record in quasi il 60% delle stazioni di rilevamento. Il 14 luglio, ad esempio, l'Aare a Berna ha raggiunto i 24,8 gradi. Temperature elevate e bassi livelli di ossigeno mettono a dura prova gli organismi acquatici.

Conseguenze

Le conseguenze sono state di vasta portata. L'Associazione svizzera per la pesca ha segnalato la difficoltà di sopravvivenza per i pesci, mentre quella degli agricoltori ha denunciato una carenza di foraggio e perdite nei raccolti. La siccità ha inoltre aumentato il rischio di incendi boschivi, portando a un divieto nazionale di accendere fuochi, e ha messo a dura prova la navigazione sul Reno. Oltre a questo, la stagione pollinica delle graminacee è iniziata molto presto e ha raggiunto concentrazioni superiori alla media in tutta la Svizzera.

Secondo MeteoSvizzera, un'estate come quella del 2026 sarebbe considerata «mediamente calda» in un mondo con un riscaldamento globale di 3 gradi rispetto all'era preindustriale. In un tale scenario, un'estate ancora più calda si verificherebbe ogni due anni.