«Ecco chi difende davvero i ticinesi»

«Non la sinistra, non i sindacati, né i partiti di centro». Il presidente dell’UDC Piero Marchesi va all’attacco e in occasione del comitato cantonale, riunitosi questa sera a Bellinzona, pone l’interrogativo di fondo: «Chi difende davvero i ticinesi?».
Nel suo intervento, Marchesi ha argomentato a favore dell’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni». Uno strumento definito «moderato e di buon senso», necessario per affrontare una serie di problemi che affliggono il Ticino e la Svizzera. Un esempio? «Sinistra e sindacati da vent’anni difendono la causa principale del peggioramento del mercato del lavoro ticinese: la libera circolazione. Denunciano la precarietà, ma difendono il sistema che la alimenta». E ancora: «Con la libera circolazione sono caduti contingenti, tetti massimi e preferenza indigena». I partiti di centro in questi anni, ha aggiunto Marchesi, «nei fatti sono stati sempre dalla parte sbagliata». Nel 2014 erano contrari all’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Nel 2016 si sono opposti a Prima i nostri.
Dal lavoro alla sicurezza e alle infrastrutture, ritenute al limite. Marchesi ha citato il dato della crescita demografica legata all’immigrazione: «Un milione solo negli ultimi dodici anni». Le conseguenze? «Più traffico, più cemento, più pressione su alloggi, scuole, sanità, salari e sicurezza». Di qui, l’invito a votare sì il prossimo 14 giugno.
Spostando l’attenzione sul tema delle finanze cantonali, Marchesi non ha esitato a puntare il dito contro il Governo «che tira a campare». Che rinvia le riforme necessarie a dopo le elezioni cantonali del 2027. Prevale, insomma, il calcolo politico, quando la ricetta invece è chiara: «Tagliare la spesa pubblica». Di qui, l’iniziativa Stop all’aumento dei dipendenti pubblici, «il cui potenziale di risparmio è di 70-80 milioni di franchi».
Sempre in ottica cantonale, Marchesi ha ricordato infine l’altro oggetto in votazione, ossia l’iniziativa per neutralizzare gli aumenti di stima. Un’altra tappa a difesa dei cittadini contribuenti. «Sul tavolo – ha detto – c’è un potenziale aumento del prelievo fiscale di circa 430 milioni di franchi annuale che andrebbe a colpire i proprietari di casa ma anche gli inquilini».
Al centro del comitato, come detto, c’era però l’iniziativa sui 10 milioni. E per l’occasione è stato organizzato un dibattito pubblico, che ha visto opporsi sensibilità diverse. Per il consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR) «l’iniziativa UDC è l’ennesimo tentativo per mettere in crisi i rapporti con l’Unione europea. Rapporti che negli ultimi vent’anni hanno portato ricchezza e stabilità al nostro Paese». Sulla stessa linea la consigliera nazionale Greta Gysin (Verdi): «Questa iniziativa non risolve i problemi che dice di voler affrontare, al contrario metterà in crisi la nostra economia che di questa immigrazione ha bisogno». Sul fronte opposto, il consigliere agli Stati Marco Chiesa, il quale ha sottolineato come esiste un’immigrazione giusta e una sbagliata: «Una complementare e una che sostituisce la manodopera indigena. Del resto, ha concluso, ci sono Paesi come il Canada che ammettono solo i profili professionali di cui hanno bisogno».
