Ecco come cambia l'esperienza del parto all'Ospedale Civico

Aria, acqua e terra: si ispirano alla natura le nuove sale parto dell'Ospedale Civico di Lugano, presentate oggi alla stampa e frutto di un lavoro sinergico tra gli operatori sanitari e uno studio di architettura esterno. A ogni stanza è infatti stato attribuito uno dei tre elementi il quale capeggia con motivi suggestivi sulle pareti. Neomamme e bambini potranno così vivere un'esperienza naturale come il parto in un luogo che si rifà proprio alla natura.
Gradevolezza e funzionalità
«Dietro alla scelta di adottare come tema i tre elementi c'è la volontà di creare un ambiente che sia il più naturale e gradevole possibile in modo da mettere le partorienti a proprio agio. Vogliamo cioè che si sentano in uno spazio famigliare e non in una stanza di ospedale», spiega Andrea Papadia, primario e capo dipartimento Ginecologia e Maternità dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC).
A contraddistinguere le tre sale non sono comunque solo gli elementi naturali che ne danno il nome: ognuna di esse ha le proprie specificità. Ecco allora che la «Sala Aria» dispone di una particolare sedia sulla quale si può effettuare sia il travaglio, sia il parto. La «Sala Acqua» possiede invece una vasca che può essere utilizzata per il travaglio e, se la mamma lo desidera, anche per il parto. Dal canto suo, la «Sala Terra» è quella che possiede gli spazi più ampi. «È anche quella che impieghiamo di meno», spiega Elena Cecconi, capo reparto infermieristico Ginecologia e Maternità all'Ospedale Regionale di Lugano. «La usiamo soprattutto per effettuare la sorveglianza delle mamme nelle due ore dopo il taglio cesareo. Qui madre, padre e neonato possono trascorrere tempo in un ambiente protetto. Vista la maggiore metratura, la stanza viene poi utilizzata durante il travaglio per permettere il movimento libero delle partorienti».
La ristrutturazione non è però solo di tipo estetico, si sono anche voluti rendere gli spazi più funzionali. «A livello anestesiologico, le nuove sale ci permettono di essere ancora più veloci perché in ogni stanza c'è tutto il materiale di cui abbiamo bisogno e si trova sempre nello stesso posto», illustra Michele Musiari, capoclinica di Anestesiologia all'Ospedale Regionale di Lugano. «Ciò è fondamentale nei casi di urgenza o di emergenza perché non dobbiamo più cercare le cose o pensare a dove possano essere, ma si va a colpo sicuro».
A essere rinnovata è stata poi la strumentazione che è ora nascosta dietro ad appositi armadi. «Anche questa scelta è voluta per favorire la creazione di un ambiente famigliare e rilassante. La partoriente non ha così l'impressione di trovarsi in un luogo medicalizzato pieno di apparecchiature, bensì in una normale stanza», racconta Papadia.
In ogni sala è presente un piccolo spazio per prestare assistenza al neonato, fare i controlli di routine ed eventualmente effettuare manovre di rianimazione. «Questo ci permette di non separare la mamma dal bambino», chiarisce Monica Ragazzi, caposervizio Cure Intermedie Pediatriche e Neonatali all'Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana. «Per quanto riguarda le situazioni complicate, la letteratura dice chiaramente che per la rielaborazione è importante che i genitori possano vedere ciò che sta accadendo al proprio figlio e nelle nuove sale parto ciò è appunto possibile».
È infine stato rinnovato l'impianto di illuminazione. «All'interno delle stanze ci sono luci che possono cambiare il grado di intensità e il colore: possiamo così offrire alle partorienti la cromoterapia in caso ne avessero necessità per rilassarsi maggiormente», spiega Cecconi.
Tutti contenti
I lavori di ristrutturazione sono iniziati a marzo dell'anno scorso e la prima sala è entrata in funzione la scorsa estate. «Ci è voluto un po' di tempo per portare a termine il progetto perché durante tutto il periodo impiegato per i lavori di rifacimento abbiamo comunque mantenuto in funzione le sale parto in modo da garantire l'operatività del reparto», spiega Papadia.
Il bilancio di questi primi mesi di utilizzo è positivo. «Il personale ha impiegato un attimo ad adattarsi ai nuovi spazi e alla collocazione degli strumenti. Siamo comunque molto soddisfatti perché abbiamo fatto un salto qualitativo degno di nota. Diverse pazienti ci hanno fatto i complimenti non solo per l'assistenza che abbiamo prestato loro, ma anche per la bellezza e la funzionalità degli spazi», racconta Cecconi.
Investimento minimo
Il rinnovamento delle sale parto è però solo il primo passo di quella che sarà la ristrutturazione completa dell'Ospedale Civico. Riammodernamento che prevederà anche lo spostamento delle attuali sale parto, situate al primo piano, al secondo piano dove si trova il reparto maternità. Viene allora da chiedersi se l'ammodernamento eseguito oggi abbia senso dal punto di vista medico e da quello economico o se invece non si sarebbe potuto aspettare il trasferimento al piano superiore in modo da fare un unico investimento. «La durata di vita delle apparecchiature è tra gli 8 e i 10 anni, dovrebbero dunque giungere alla fine del loro ciclo di utilizzo proprio al momento del trasloco al piano superiore», chiarisce Emanuele Dati, direttore dell’Ospedale Regionale di Lugano. «Per quanto riguarda invece il mobilio e il set-up, si tratterà semplicemente di spostare tutto di un piano. Non disponendo di tempistiche precise per quanto riguarda la ristrutturazione completa dell'Ospedale Civico, abbiamo preferito agire adesso prima che fosse troppo tardi».
Non ci si vuole invece sbilanciare sui costi della ristrutturazione delle sale parto. «Parliamo di una spesa relativamente contenuta», si limita a dire Dati.


