Iran

Ecco come hanno fatto Stati Uniti e Israele a scovare Ali Khamenei

Dietro all'operazione che ha portato all'uccisione del leader supremo dell'Iran ci sarebbe un lavoro di attenta pianificazione e tracciamento durato mesi
© EPA/NAZIR SUFARI
Red. Online
02.03.2026 15:00

Ci sono stati mesi di attenta pianificazione dietro alla missione israelo-statunitense che ha permesso di scovare e uccidere il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. 

Per mesi, spiega la BBC, Stati Uniti e Israele hanno monitorato gli spostamenti del leader supremo. I metodi esatti utilizzati sono segreti, sebbene il presidente degli Stati Uniti Donald Trump li abbia accennati in un post sui social media. «Non è riuscito a sfuggire (Ali Khamenei, ndr.) ai nostri servizi segreti e ai nostri sistemi di tracciamento altamente sofisticati», ha fatto sapere. Insomma, anche se dietro all'operazioni ci potrebbero essere informazioni arrivate da una fonte umana, le parole del presidente degli Stati Uniti lascerebbero intendere che si sia fatto ricorso a un monitoraggio tecnico.

Una cosa è però certa: il lavoro di intelligence ha permesso a Stati Uniti e Israele di sapere che sabato mattina si sarebbe tenuto un incontro tra importanti personalità iraniane e di apprendere che Khamenei si sarebbe recato in un complesso nel centro di Teheran. Stati Uniti e Israele sono inoltre riusciti a individuare il luogo in cui si sarebbero incontrati nello stesso momento altri alti funzionari militari e dell'intelligence. Questo spiega anche perché l'attacco è avvenuto di mattina e non la notte, come in molti si aspettavano.

Nella guerra durata 12 giorni dello scorso giugno, Israele aveva preso di mira scienziati e funzionari legati al programma nucleare iraniano e si dice che avesse sfruttato la penetrazione dei sistemi di telecomunicazioni e di telefonia mobile per comprendere gli spostamenti delle persone. Per monitorare l'attività dei funzionari più importanti si erano tenuti sotto controllo anche gli spostamenti delle loro guardie del corpo. Nel lungo termine, questo modo di procedere può aiutare a costruire uno «schema di vita» per prevedere e comprendere l'attività, nonché per cercare momenti di vulnerabilità.

A realizzare l'attacco vero e proprio contro Khamenei, secondo quanto riportato dal New York Times, sarebbe stato Israele che avrebbe utilizzato informazioni della CIA. L'intelligence ha fornito sufficienti informazioni in anticipo sui movimenti del leader supremo e di altri funzionari per poter pianificare un attacco utilizzando jet in grado di lanciare missili a lungo raggio. 

Quando è stata presa la decisione di procedere con l'operazione, si dice che i jet israeliani abbiano utilizzato 30 bombe per attaccare, intorno alle 9.40 ora locale, il complesso dove si trovava Khamenei. Il grande numero di ordigni impiegati si spiegherebbe con il fatto che Khamenei avrebbe potuto trovarsi, per proteggersi, in un bunker sotto l'edificio. In concreto: più munizioni si utilizzano, maggiore è la probabilità di penetrare abbastanza in profondità e di colpire il bersaglio.

Per quanto riguarda la gestione delle operazioni, Israele si starebbe concentrando sugli attacchi per colpire obiettivi di leadership mentre gli Stati Uniti su quelli con al centro obiettivi militari.

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